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Pizza patrimonio dell’Unesco, raccolte 1 milione 200.000 firme

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pizza

La pizza, insieme agli iconici spaghetti e all’ormai vetusto mandolino, è probabilmente l’alimento che più ci identifica nel mondo. Lo abbiamo esportato in ogni angolo del pianeta, è stato copiato e reinventato in ogni modo, ma la classica pizza napoletana – con bordi alti, cottura a legna e ingredienti di prima qualità – resta inimitabile, motivo per cui nel capoluogo campano si sta portando avanti una campagna per farla diventare Patrimonio dell’Unesco.

Napoli si mobilita per rendere la pizza patrimonio dell’Unesco

Promotore della campagna è Alfonso Pecoraro Scanio, che presso Rossopomodoro a Napoli ha presentato tutta una serie di iniziative per promuovere il riconoscimento dell’antica arte dei pizzaioli partenopei. È stata poi lanciata la petizione #pizzaUnesco, che ha già raggiunto 1 milione 200.000 firme e si punta ai 2 milioni. Entro l’anno il dossier della candidatura dell’arte dei pizzaioli napoletani sarà esaminato dal comitato per il Patrimonio immateriale dell’UNESCO, assicura proprio Pecoraro Scanio, bisognerà però aspettare dicembre 2017, fra il 4 e l’8.

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