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Timothée Chalamet: il suo cachet per il film di Woody Allen andrà in beneficenza

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Timothée Chalamet
photo by: Christopher Polk/Getty Images

Il giovane attore Timothée Chalamet, protagonista di Call Me By Your Name di Luca Guadagnino, ha annunciato che il suo cachet per il film di Woody Allen andrà devoluto interamente in beneficenza. 

Anche Timothée Chalamet dalla parte delle donne

La protesta sulle molestie sessuali non sembra destinata a fermarsi e adesso anche l’attore Timothée Chalamet sembra deciso a dire la sua. Nei giorni scorsi era stato accusato di essersi ‘venduto’ al Dio denaro accettando di prendere parte al prossimo film di Woody Allen.

Il famoso regista, infatti, nel lontano 1993 è stato accusato di aver abusato sessualmente della sua figlia adottiva Dylan Farrow. Nonostante Allen abbia più volte negato, c’è chi ancora lo condanna per violenza. 

Stanco delle critiche, il giovane e talentuoso Timothée Chalamet ha deciso di rompere il silenzio pubblicando un post sul suo account Instagram:

Timothée Chalamet Instagram

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“Quest’anno ha cambiato il modo in cui vedo e sento le cose, è stata un’emozionante e talvolta illuminante lezione. Ho scelto i progetti a cui partecipare dalla prospettiva di un giovane attore che cerca di muovere i primi passi nell’ombra degli attori con più esperienza che ammiro. Ma sto imparando che un buon ruolo non è l’unico criterio per accettare un lavoro e questo mi è apparso sempre più chiaro negli ultimi mesi assistendo alla nascita di un movimento potente che ha lo scopo di far finire ingiustizia, inequità e soprattutto silenzio.

Mi è stato chiesto in alcune recenti interviste perché ho deciso di lavorare la scorsa estate ad un film di Woody Allen. Non posso rispondere direttamente alle domande per ragioni contrattuali ma quello che ho da dire è questo. Non voglio trarre profitto dal mio lavoro per questo film e, a tal proposito, ho intenzione di donare il mio intero salario a […] Time’s Up, LGBT Center di New York e RAINN (un’organizzazione che supporta del vittime di violenza sessuale). Voglio poter ‘marciare’ spalla a spalla con quei coraggiosi artisti che stanno combattendo affinché tutti possano essere trattati con il rispetto e la dignità che meritano”.

 

Fonte: The New York Times