Home People Salma Hayek attacca: “Weinstein minacciò di rompermi le gambe”

Salma Hayek attacca: “Weinstein minacciò di rompermi le gambe”

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Salma Hayek

Il caso Weinstein continua a tenere tutti col fiato sospeso. Nonostante il produttore infatti ormai sia fuori dai giochi, a suo carico continuano ad arrivare accuse da attrici e collaboratrici. Questa volta è il turno di Salma Hayek che ha rivelato alcuni dettagli parecchio scioccanti del suo rapporto con Harvey Weinstein.

Le minacce di Weinstein a Salma Hayek

Dopo aver pubblicato una dettagliata ‘confessione’ sul New York Times lo scorso dicembre, Salma Hayek è tornata a parlare di Weinstein. Intervistata da Oprah Winfrey al suo SuperSoul Conversations l’attrice ha ancora una volta detto la sua sul malvagio Harvey.

Salma ha ricordato alcuni episodi relativi al suo rapporto con Weinstein sul set del celebre film Frida diretto da Judy Taymore.

 

“Nel 2002 quando eravamo sul set del film Frida, Weinstein disse alla regista Julie Taymore che mi avrebbe voluto spezzare le gambe […] “Sul set di Frida mi ha minacciata di morte e voleva che girassi scene di sesso nuda con la co-protagonista, dicendo che non avrebbe fatto uscire il film nelle sale cinematografiche se mi fossi opposta […] Ho sempre difeso le vittime di abusi e per questo ho tradito i miei valori rimanendo in silenzio, ma credevo che aggiungermi al coro delle accuse fosse inutile”.

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Il senso di colpa condiviso da molte attrici pesa anche su Salma Hayek. Di fatto queste donne, rifiutandosi di denunciare Weinstein, sono consapevoli di aver messo in pericolo altre donne. Ma la paura era troppa. Non per la carriera che poteva andare in fumo ma paura per la propria incolumità.

Salma non è la prima attrice ad aver confessato di aver ricevuto minacce di morte da Harvey Weinstein. La stessa Asia Argento, tanto criticata per il suo silenzio, avevo dichiarato di aver taciuto per paura di ritorsioni.

“Sentivo che il mio dolore era meno importante rispetto a quello degli altri. Ho pensato che non ci fosse motivo per me di parlare perché quello che mi è successo poteva capitare a tutti […] a poco a poco ho capito che se ci si unisce in certe battaglie, ce la si può fare. Non si tratta di un dramma, non si tratta di dolore. Si tratta di qualcosa che possiamo fare in modo potente per fare in modo che le cose cambino”.

 

Fonte: Tgcom24, New York Times