Home People Lynda Carter: anche Wonder Woman vittima di molestie sessuali

Lynda Carter: anche Wonder Woman vittima di molestie sessuali

Lynda Carter

Dopo lo scandalo Weinstein, il vado di Pandora si è finalmente spalancato e gli orrori tenuti nascosti per decenni stanno venendo a galla. Oggi ad unirsi al coro delle vittime sopravvissute agli abusi e alle molestie sessuali di Hollywood è Lynda Carter la celebre interprete di Wonder Woman.

Anche Lynda Carter vittima di abusi

Negli anni settanta, Wonder Woman era una delle serie tv più famose ed amate dal pubblico. Le donne si sentivano potenti grazie a Lynda Carter e gli uomini, beh, avevano qualcosa di bello da guardare. Ebbene, è proprio la stessa attrice, idolo di intere generazioni, oggi a confessare di aver subito abusi.

In una recente intervista rilasciata al Daily Beast, la Carter racconta con orrore di essere stata più volte vittima di molestie e abusi sessuali. Pur senza fornire il nome di nessuno dei suoi ‘mostri’, Lynda ha dichiarato che “in questo momento [il violentatore] sta affrontando una sorta di punizione divina”. Sembra quindi che il karma alla fine abbia colpito ancora anche se con enorme ritardo. Ma, com’è che si dice, meglio tardi che mai! 

Nonostante non si sia schierata in prima linea e non abbia confessato subito le violenze subite, Lynda Carter si sente molto vicina alle donne di oggi. L’attrice ha ribadito con forza di stare dalla parte del genere femminile in ogni caso e, volendo fare qualche nome, di credere alla versione di tutte quelle che hanno accusato l’attore Bill Cosby e il presidente Donal Trump.

“Perché dovrebbero mentire? […] io credo alle donne. [Bill Cosby] È già rovinato. Non c’è alcun vantaggio nell’aggiungere altre accuse”.

Parole decise quelle di Lynda Carter che purtroppo solo oggi è riuscita a liberarsi dai suoi demoni condividendo la propria esperienza con le molestie sessuali sul lavoro. Gli anni settanta erano altri tempi, tempi duri per le donne che dovevano affrontare le difficoltà in silenzio. Allora non c’erano infatti dei movimenti come Time’s Up e #MeToo a difesa delle donne.

“Allora a chi l’avrei dovuto dire? Al fidanzato? Alle amiche? Ti avrebbero risposto ‘stai lontana da questo o da quello’. Oppure, attenta a quel direttore del casting. Ci siamo protette vivendo. Eravamo donne libere, bruciavamo i reggiseni. Ci sentivamo forti, ma non c’erano molti ruoli per noi donne”.

 

Fonte: Io Donna, Daily Beast