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Sigarette elettroniche: i soldi sono ancora più efficaci per smettere

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sigarette elettroniche

A quanto pare, i soldi sarebbero addirittura meglio di sigarette elettroniche, gomme da masticare e cerotti alla nicotina. E dare sigarette elettroniche ai fumatori per agevolare la rinuncia al tabacco non aiuterebbe nemmeno, secondo alcune ricerche. Quello che aiuterebbe, sarebbe dare loro dei soldi.

Andiamo per gradi: uno studio pubblicato sul The New England Journal of Medicine, dei ricercatori hanno lavorato con più di 6.000 fumatori, in cerca del modo più efficace per smettere di fumare. Agli individui in questione sono stati dati strumenti vari per smettere: ad alcuni sono stati dati cerotti alla nicotina gratis, ad alcuni messaggi motivazionali, ad alcuni sigarette elettroniche gratis, ad alcuni cerotti alla nicotina o sigarette elettroniche più 600 dollari in totale. In generale, solamente l’1.3% dei soggetti presi in considerazione sono riusciti a smettere dopo sei mesi. E coloro che hanno ricevuto soldi se la sono cavata molto meglio degli altri, mentre le sigarette elettroniche o i cerotti da soli non hanno davvero aiutato. Lo studio sembra suggerire quindi che le sigarette elettroniche non siano la bacchetta magica che qualcuno si aspettava. Il che non significa che per qualcuno non possano funzionare. Ma, se alcuni produttori di sigarette elettroniche pubblicizzano i propri prodotti come soluzione alla dipendenza, questo studio è sino ad ora lo studio più approfondito a riguardo, e sembra suggerire che nemmeno e-cigarettes gratis aiuterebbero davvero a smettere.

Lo studio ha coinvolto 6.006 persone, alle quali è stato assegnato un gruppo in modo random: alcuni hanno ricevuto informazioni sul perché è bene smettere accompagnati da messaggi motivazionali, alcuni hanno ricevuto medicinali gratuiti come cerotti e gomme alla nicotina o e-cigarettes gratuite, altri hanno ricevuto medicinali o una sigaretta elettronica, più una compensazione di 600 dollari (rischiando di perderli se alcuni obiettivi non fossero stati raggiunti). Lo scopo, ovviamente, era quello di motivare i participanti i quali, dopo uno, tre e sei mesi, hanno mandato un campione di sangue o di urine ai ricercatori. Dell’1.3% di soggetti che hanno smesso, la percentuali sono tre o quattro volte più alti per il gruppo che ha ricevuto una compensazione monetaria. Per quanto riguarda medicinali e sigarette elettroniche, sembra che l’efficacia sia stata molto bassa. I motivi per il quale la percentuale è così bassa, è il fatto che i soggetti non sono stati scelti per il fatto che volessero davvero smettere, e la percentuale di successo è ovviamente più alta tra i 1.191 fumatori che si sono uniti al progetto con precisamente la volontà di farlo. Tra questi, circa il 5% hanno usato le sigarette elettroniche per smettere, mentre solamente il 3% ha usato cerotti e gomme.

Sicuramente, non è ancora stato detto nulla di definitivo per quanto riguarda le sigarette elettroniche: ci sono anche qui parecchie variabili da prendere in considerazione. Infatti, alcune marche potrebbero essere più efficaci di altre, ad esempio. Alcune hanno un contenuto di nicotina più alto. E ancora, dei consigli su come usare le sigarette elettroniche (che non sono invece stati dati nello studio in questione) potrebbero avere un effetto su quanta nicotina viene effettivamente assunta con le e-cigarettes. È sempre importante essere cauti, con ricerche di questo genere: lo studio non conferma ancora nulla, anche se è il più approfondito fatto fino ad ora. Secondo i ricercatori, la cosa che è stata messa in risalto dallo studio è quanto sia effettivamente difficile smettere.

Vedi anche: Sigarette elettroniche: uno studio rassicura sulla pericolosità

Fonte: The Verge