Betfair lascia i Paesi Bassi

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Opera nel settore del betting e del gaming ormai dal 1999 ed è negli anni diventato un vero e proprio colosso. Di esperienza ne ha da vendere e se ha deciso in questi giorni di fare dietro front e chiudere le sue operazioni nei Paesi Bassi, un motivo ci sarà.

Stiamo parlando di Betfair, gigante britannico che ha deciso di lasciare il paese prima dell’entrata in vigore della nuova regolamentazione del gioco.

Si avvicina sempre più la data della chiusura del business, fissata al 30 settembre, e nel frattempo ovviamente la società ha già informato della decisione le affiliate di marketing operanti nel paese.

La dichiarazione è stata rivolta a tutte quelle aziende il cui marketing era associato direttamente a Betfair: quest’ultima ha infatti pregato tali imprese di rimuoverla dalla propria fonte di marketing entro la data indicata.

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Se da una parte Betfair ha dovuto comunicare i recenti sviluppi a partner commerciali, allo stesso modo ha dovuto informare tutti i clienti olandesi.

Questi ultimi hanno così ricevuto una mail informativa in cui veniva specificata la chiusura dell’attività in tutto il paese. Curiosamente l’operatore non ha fornito alcun motivo in particolare, indicando solamente il 30 settembre come ultimo giorno di operatività.

A un’analisi più attenta e più a largo spettro, tuttavia, la mossa di Betfair sembra piuttosto “strategica” e i motivi della chiusura dell’attività vanno molto probabilmente rintracciati nel calendario del nuovo regolamento sul gioco d’azzardo, il KOA Act (anche conosciuto come The Remote Gambling Act).

Questo infatti è stato promulgato il 1° aprile 2021 per entrare ufficialmente in vigore a partire dal 1° ottobre, guarda caso il giorno dopo la partenza di Betfair dai Paesi Bassi.

La decisione della KSA

Secondo le pubblicazioni dell’ente regolatore del gambling nei Paesi Bassi, la Kansspelautoriteit (KSA), dal 1° ottobre entreranno in vigore delle nuove linee guida che coinvolgeranno le attività di marketing impegnate nella sponsorizzazione di scommesse sportive e gioco d’azzardo.

L’obiettivo? Più protezione nei confronti di quei giocatori più inclini alla ludopatia.

Tali linee guida quindi vanno a uniformarsi a quelle di altri paesi europei, come fece anche l’Italia nel 2019 con il Decreto Dignità.

Cosa cambierà

Dal 1° ottobre, nei Paesi Bassi, a tutti i casinò, sia tradizionali che online, sarà vietato pubblicizzare in TV i propri servizi nella fascia oraria 6:00 – 19.00. Vietate inoltre, le pubblicità realizzate per attirare i giovani tra i 18 e i 24 anni.

Quest’ultimo provvedimento in particolare pone l’attenzione sui recenti studi condotti nel paese, che hanno evidenziato come sia proprio questa fascia di età quella più vulnerabile alle scommesse.

È in quegli anni infatti che la maggior parte dei ragazzi piazza la prima scommessa e, che sia per inesperienza o per voglia di vincere, non riuscendo a controllarsi, contribuisce di molto a far aumentare i casi di ludopatia.

Tra gli altri provvedimenti imposti:

  • la KSA vieta non solo la possibilità di pubblicizzare i servizi di betting e gambling tramite gli atleti come testimonial (quindi in maniera diretta), ma anche indirettamente, attraverso marchi collegati a questo tipo di intrattenimento.
  • Tutte le pubblicità dovranno includere i termini e le condizioni di offerte e bonus, così che gli utenti guardando lo spot in televisione possano essere informati appieno.
  • Tali campagne pubblicitarie inoltre non potranno essere trasmesse negli intervalli durante gli eventi sportivi in diretta, evitando quindi che gli spettatori possano essere invogliati a piazzare una scommessa.

Il piano B di Flutter

Flutter, società proprietaria del marchio Betfair, avrebbe comunque in serbo un piano B per non perdere del tutto il mercato olandese. A quanto pare infatti cercherà la licenza per PokerStars e concentrerà la sua base di clienti solamente sul poker online.

Secondo infatti il nuovo sistema normativo dei Paesi Bassi, tutti gli operatori che vorranno essere presenti nel mercato olandese dovranno ottenere una licenza entro il 1° ottobre avendo provveduto a farne domanda prima del 15 aprile 2021.

Il sistema di autoesclusione per i giocatori

Non solo: con il Remote Gambling Act entrerà anche in vigore il sistema di autoesclusione del Centraal Register Uitsluiting Kansspelen (CRUKS).

Il CRUKS è un registro all’interno del quale compaiono gli individui ai quali non è concesso dedicarsi alle attività di gioco.

Ad ogni codice CRUKS è associato un codice ID personale. Per dedicarsi a questo tipo di intrattenimento quindi, un utente dovrà accedere tramite ID online – utilizzato anche per l’accesso a servizi online e siti web del governo.

Quando un giocatore vorrà dedicarsi a un gioco online o recarsi a un casinò tradizionale, dovrà inserire il proprio ID, il quale genererà un codice CRUKS. Se questo compare all’interno del registro CRUKS degli autoesclusi, il giocatore non potrà essere autorizzato a giocare.

Se il giocatore non è cittadino olandese, potrà ottenere il proprio ID online tramite passaporto.

Di conseguenza, gli operatori che intendono essere presenti nel mercato del gambling olandese, devono aver presentato la domanda per il collegamento al registro CRUKS prima del 1° luglio 2021.

Insomma, i Paesi Bassi hanno imposto una pesante stretta nel mondo del gioco d’azzardo e delle scommesse sportive, tanto che la KSA ha dichiarato che concederà la licenza solamente a 35 operatori per i quali ha valutato in particolare l’impegno etico e di responsabilità sociale.

Staremo a vedere quindi come si evolverà in futuro il panorama del gioco olandese e se questo impatterà su altri mercati internazionali, al momento più liberi.

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