Il nuovo malware che trasforma le cuffie in microfoni d’intercettazione

Nell’era della paranoia digitale frutto delle nuove tecnologie sempre più orientate a un controllo potenziale e immerso della vita degli individui ecco l’ultima sconcertante scoperta che, se confermata, contribuirebbe ad alimentare ancora di più la paranoia dei seguaci di Edward Snowden. Un recente studio ad opera di due ricercatori della Ben Gurion University pubblicato su AirXiv – e ripreso da Wired – dimostrerebbe come un qualunque tipo di cuffie normalmente impiegate per l’ascolto della musica e per le conversazioni telefoniche potrebbero essere tranquillamente trasformate in veri e propri dispositivi di intercettazione vocale per un raggio ben superiore ai 6 metri di distanza.

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Secondo la ricerca ciò sarebbe possibile grazie a un malware soprannominato Speake(a)r capace di impiegare alcune caratteristiche del codec attualmente in uso nei chip audio RealTek per convertire il segnale audio in entrata dagli altoparlanti i uno d’uscita, trasformando dunque i piccoli dispositivi in autentici microfoni in grado di catturare tutto il panorama sonoro nelle vicinanze. Stando alle analisi condotte, infatti, il fatto che i chip RealTek siano oggi molto comuni a questo tipo di hackeraggi permette al malware di funzionare su qualunque tipo di computer Mac e Windows, oltre che nei più comuni pc portatili in grado di carpire l’audio registrato e inviarlo comodamente sotto forma di file tramite internet.

L’unico modo per premunirsi da tali attacchi sarebbe dunque non sono quello di vietare – come peraltro già viene fatto – l’nego di dispositivi dotati di cuffie negli ambienti ad alta sicurezza, ma inoltre è consigliabile disabilitare l’hardware audio attraverso le impostazioni BIOS ed evitare dunque che il malware possa accedere al chip, il tutto a scapito ovviamente dell’utilizzo del sistema audio.