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Vergine delle Rocce: scoperto un cane nel quadro di Leonardo Da Vinci

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Intorno alle opere di Leonardo Da Vinci aleggia da sempre un’aurea di mistero che affascina tanto gli appassionati quanto gli studiosi d’arte. E la nuova scoperta ha dell’incredibile.

Ci sarebbe, infatti, un cane con guinzaglio nascosto sotto la selva che sovrasta le figure umane nella Vergine delle Rocce, capolavoro dell’artista custodito al Louvre di Parigi.

eonardo Da Vinci scoperta

La scoperta è stata presentata da Silvano Vinceti, presidente del Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici. «Quel cane è l’atto di accusa di Leonardo Da Vinci contro la corruzione del Papato dell’epoca» ha affermato lo studioso.

«Si è giunti a questo risultato» chiarisce Vincenti «attraverso l’uso misto delle tecnologie più avanzate e strumenti semplici». Una lente di ingrandimento speciale per riesaminare attentamente ogni particolare del dipinto e poi photoshop, che ha permesso di fare sovrapposizioni, scomposizioni e ricomposizioni».              Ma  dare un senso all’immagine ritrovata, spiega ancora Vinceti, sono stati i concetti espressi dallo stesso Leonardo nel suo Trattato di Pittura.

Leonardo Da Vinci: c’è un cane disegnato dietro il capolavoro

La figura nascosta sotto il fogliame , sostiene nella sua ricerca Silvano Vinceti, permette di dare una diversa lettura della Vergine delle Rocce. Ecco, perché: «Per Leonardo il cane ha un significato preciso, “per non disobbedire”, come scrive lui stesso in uno dei suoi fogli.

Il guinzaglio poi è un’aggiunta perché rappresentava nelle cacce medievali e rinascimentali lo strumento che permetteva al feudatario di evitare che i cani mangiassero la preda. Per Leonardo quindi il cane con guinzaglio è il simbolo dell’uomo che deve obbedire a Dio, ai Comandamenti divini, a Gesù, alla vita che Gesù ha incarnato perfettamente per esprimere l’amore cristiano».

Leonardo da Vinci scoperta cane

Una scoperta, aggiunge, che consoliderebbe l’interpretazione di Leonardo Da Vinci depositario di una religiosità rigorosa. Secondo Vincenti quando scrive “la pittura è il bello che veste il vero” il pittore indica chiaramente le sue intenzioni. Leonardo non poteva esprimere certe critiche nei confronti del Papato, perché allora si andava incontro all’Inquisizione.

Da qui l’idea che Leonardo esprimesse la sua critica al papato dell’epoca con il linguaggio iconografico: «Quel cane con guinzaglio messo sopra san Giovanni Battista nella composizione è l’atto d’accusa che Leonardo fa della corruzione del papato di allora che privilegiava il potere temporale rispetto a quello spirituale – conclude Vinceti – Leonardo utilizza il dipinto per esprimere il suo pensiero e la richiesta di un rigoroso Cristianesimo che riprenda l’esempio di Dio per i Comandamenti e di Gesù come espresso nei Vangeli».

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