La New York di Warhol, Haring e Basquiat in mostra a Napoli

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Dal 15 sempre al 5 novembre Palazzo Cevallos Stigliano a Napoli ospita Le mille luci di New York. Una mostra unica che racchiude opere di artisti come Andy Warhol, Keith Haring e Jean-Michel Basquiat per raccontare il rapporto, intenso e vivace, della metropoli statunitense con la Napoli artistica degli anni Ottanta.

Una finestra sugli anni Ottanta e sul grande movimento artistico di quel periodo, una focus sulla città americana che ne ha catalizzato di più i fermenti; è questo l’obiettivo della mostra a cura di Luca Beatrice, ospitata nella sede napoletana di Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo.

Le mille luci di New York: 5 artisti e gli infiniti anni 80

Le gallerie di Palazzo Cevallos Stigliano accolgono sedici opere di cinque artisti contemporanei, a cominciare da Andy Warhol. Al maestro della pop art sarà dedicata una sezione anche sulle sue creazioni legate al periodo italiano, quando fu ospite proprio a Napoli del gallerista Lucio Amelio. Qui poté lavorare alla serie Vesuvius o al celebre Fate presto, lavoro legato al terremoto del 1980 in Irpinia ed esposto alla Reggia per la collezione “Terrae Motus”.

New York mostra Napoli
Andy Warhol, Vesuvius (rosso), 1985, serigrafia a colori su cartone, 78 x 97,5 cm. Collezione Intesa Sanpaolo © The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc. by SIAE 2017

In mostra anche le tele di Keith Haring, che si formò a New York con la Street Art metropolitana e di Jean-Michel Basquiat che fu ingrato di sintetizzare l’incontro tra il graffitismo e una pittura decisamente più colta, guardando all’Espressionismo, a Picasso e all’Art Brut. Accanto a queste opere spiccano anche quelle di Francesco Clemente, esponente sulla Transavanguardia, che proprio negli anni Ottanta si trasferì nella Grande Mela, dove ebbe anche modo di affrescare il soffitto del Palladium, discoteca newyorkese di tendenza dell’epoca.

Chiude l’esibizione una selezione di Julian Schnabel, artista nato come pittore di grandi dimensioni, per i musei e le gallerie e che, a metà degli anni Novanta unisce all’arte il nuovo mestiere di regista di cinema. Un esempio è proprio il suo ritratto generazionale in forma di film all’amico e collega Basquiat.

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