La pittura di Gillo Dorfles all’Accademia di Brera

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L’Accademia di Belle Arti di Brera rende omaggio alla ricerca artistica di Gillo Dorfles con una selezione di opere grafiche (monotipi, incisioni, litografie, serigrafie) realizzate dal 1948 ad oggi.

Dal 17 gennaio al 28 febbraio le sale della storica accademia milanese si faranno testimoni del suo percorso creativo parallelo all’attività di critico d’arte, teorico, estetologo e storico. Per il rilevante contributo alla valorizzazione della cultura artistica contemporanea, Dorfles è stato insignito del titolo di Socio Onorario dell’Accademia di Brera.

Gillo Dorfles. Equilibrio instabile.Opere grafiche (1948-2015)

Nato a Trieste nel 1910, Dorfles esordisce come pittore intorno al 1935 con una serie di dipinti animati da atmosfere misteriose e surreali, presenze enigmatiche, figure biomorfiche, espressioni di un mondo fatto di percezioni segrete, affioramenti di una tensione vitale che accompagna tutti i successivi sviluppi immaginativi.

Nel 1948 Gillo Dorfles è tra i fondatori del Movimento Arte Concreta (MAC), un orientamento creativo distante sia dai dogmi della figurazione sia da quelli dell’astrazione post-cubista. In questo ambito l’artista coltiva un’idea di pittura lontana da ogni razionalità e da ogni costruttivismo”, una libertà creativa legata alle “espressioni consce e inconsce”.

In tal senso, dopo un periodo di pausa che coincide con un’intensa attività di studioso, nei primi anni Ottanta Dorfles torna a dedicarsi con assiduità alla pittura affrontando diversi temi mitologici e simbolici attraverso segni e forme che nascono dalla dimensione fluida del colore.

La creazione di immagini fantastiche si avvale di contaminazioni fluttuanti tra mondo umano, animale e vegetale, pulsazioni di energie segrete, metamorfosi corporee di personaggi inventati con spirito ironico e divertente. Al di fuori di ogni possibile collocazione nel panorama delle correnti artistiche, l’originale unicità del linguaggio di Dorfles sta nella compresenza di elementi metafisici, surrealisti, espressionisti, astratto-concreti. Si tratta di trasfigurazioni che interpretano la multiforme complessità dell’animo umano, coinvolgendo lo spettatore nel piacere di esplorare il misterioso mondo interiore.

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