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Motori di ricerca: cinque alternative a Google

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C’è da dire che Google non ha veri concorrenti quando si parla di motori di ricerca, ma è anche vero che ci sono delle alternative. Delle alternativi che si distinguono come progetti spesso etici, come impegnarsi a finanziare progetti sociali e ambientali, o migliorare la sicurezza degli utenti. Ecco cinque progetti alternativi che magari non conoscete, ai quali rivolgersi se siete in cerca di alternative.

  • Lilo finanzia progetti sociali. Come? Attraverso le pubblicità: quando un utente utilizza il motore di ricerca, infatti, compaiono link pubblicitari pertinenti, che fanno guadagnare il motore: Lilo dona il 50% di questi guadagni a progetti sociali e ambientali meritevoli, che l’utente ha la possibilità di scegliere. Funziona con il sistema delle gocce d’acqua: ogni goccia è un punto che l’utente guadagna ogni volta che fa una ricerca e gli viene presentata una pubblicità. Quando decide che queste gocce vengano donate ad un progetto, Lilo le trasforma in denaro ed effetua una donazione al progetto scelto dall’utente.
  • Qwant si propone di rispettare la privacy dell’ultente. Il motore di ricerca di sta diffondendo in maniera importante, e progetta di acquisire dal 5 al 10% del mercato europeo entro il 2021. Come? Praticamente, promette all’utente di non installare nessun cookie, non conservare la cronologia, criptare tutte le richieste per evitare intercettazioni, criptare l’indirizzo Ip e tutelare il diritto all’oblio. Inoltre, Qwant ha creato anche Qwant uniorpensato per i bambini dai 6 ai 12 anni e per i loro genitori. Il motore filtra automaticamente i contenuti ritenuti inadatti. Ma non solo: presenta una sezione chiamata “Didattica”, che raggruppa risultati pensati per essere comprensibili ai bambini.
  • StartPag è un altro motore che si dedica alla privacy. Nato nel 2006, le premesse sono quelle di offrire tra le proprie funzionalità il Proxy, in modo da non fornire all’esterno alcun indirizzo IP. Attinge da Google, ma protegge l’utente garantendo anonimato, sicurezza e non condivisione con terze parti.
  • Unbubble è un motore di ricerca tedesco. Come dice il nome, l’intento è quello di far uscire l’utente dalla filter bubble. Cosa significa? Normalmente, i risultati proposti da Google sono filtrati in base alle abitudini e ai gusti dell’utente, il che rischia di limitarne la libertà. Il motore non chiede quindi direttamente al web: chiede ad altri motori di ricerca per poi riassemblare i risultati nel modo più neutrale ed equilibrato possibile.
  • DuckDuckGo è l’antesegnano dei motori di ricerca dedicati alla difesa della privacy prima degli scandali, e promette all’utente di non tracciarlo. Perché, come dice il messaggio di benvenuto della home, “i tuoi dati non dovrebbero essere in vendita”. DuckDuckGo può bloccare i tracker pubblicitari, mantiene privata la cronologia di navigazione e permette all’utente di prendere controllo dei dati personali.

Fonte: Wired

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