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Armani/SilosGli scatti di Charles Fréger

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Charles Fréger mostras Milano Armani
Charles Fréger. Fabula, Armani/Silos, Milano

Armani/Silos ospita, fino al 24 gennaio, una mostra dedicata al lavoro del fotografo Charles Fréger. Dal titolo Fabula, la retrospettiva affronta l’estensione e la profondità di una ricerca antropologica che si focalizza su diverse comunità, gli individui che le compongono e i codici di abbigliamento che adottano per far parte del gruppo.

Oltre duecentocinquanta immagini, un ampio repertorio dell’opera fotografica di Fréger, dalla serie dei nuotatori di pallanuoto, Water Polo, dell’anno 2000 alle immagini più recenti come quelle della serie Mardi Gras Indians, scattata nel 2016.

Charles Fréger, Fabula: la ricerca fotografica sul potere degli abiti come mezzo di comunicazione non verbale

Un dialogo tra diversi gruppi di immagini attraverso un modello visivo in cui i ritratti fotografici coesistono con le uniformi e l’accento è posto sulla crescente componente teatrale nell’opera dell’autore. La selezione include ritratti della squadra di pattinaggio su ghiaccio finlandese (Steps), immagini dei giovani lottatori di Sumo (Rikishi) e degli eserciti europei e delle loro uniformi di rappresentanza (Empire), foto di soldati Sikh (Sikh Regiment of India) e degli elefanti di Jaipur (Painted Elephants), fino alle serie salienti di Wilder Mann e Yokainoshima, dedicate alle maschere tradizionali inserite in un contesto rurale. Ogni comunità ha il suo codice, ma il principio guida dietro l’impulso di esprimere appartenenza attraverso l’abbigliamento è in qualche modo comune. Le immagini di Fréger evidenziano questo aspetto.

Adottando uno stile cristallino e diretto ma mantenendo uno sguardo empatico sui soggetti, Charles Fréger esplora i codici vestimentari di gruppi sia piccoli che grandi, concentrandosi sugli strati esterni – abiti, maschere. La ricerca del fotografo è espansiva: parte dal piccolo e dal locale per allargarsi nel corso degli anni fino a raggiungere una dimensione universale. Che si tratti della cuffia bianca del nuotatore,o delle maschere rituali indossate in tutto il mondo Fréger è interessato al modo in cui gli uomini affrontano paure profonde ed esprimono il bisogno o la volontà di appartenere.

Il suo lavoro costruisce una codificazione progressiva di segni ed evidenzia il potere degli abiti come mezzo di comunicazione non verbale. Ciò che rende il lavoro così sorprendente è il coinvolgimento del fotografo con i soggetti. Charles Fréger arriva a prendere parte attiva, talvolta, nel mascheramento e nel travestimento, per comprendere appieno ciò che sta studiando.

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