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Orgasmi: cosa sono e come provocare piacere, anche multipli

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Tante volte, diverse donne hanno il dubbio di non capire se si sia mai provato l’orgasmo, che cosa realmente si provi e se non sia solo una leggenda metropolitana o un mito sessuale qualunque.

Quando si parla di orgasmo femminile bisogna tenere conto che ogni donna è diversa, così le proprie zone erogene e il modo per poterlo raggiungere. L’importante è avere un solido ed intimo legame con il partner.

Ecco, allora, tutto qello che c’è da sapere sugli orgasmi.

Orgasmi femminili

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Sia donne che uomini possono entrambi raggiungere le vette del piacere sessuale con fasi e reazioni degli organi in maniera diversa, così come è diversa anche la manifestazione orgasmica. Se nell’uomo queste manifestazioni sono più evidenti e l’orgasmo coincide con l’eiaculazione, nelle donne il processo si fa più articolato e sfaccettato.

L’orgasmo è la parte finale del ciclo di risposta sessuale che si compone in quattro fasi: l’eccitamento (che arriva dopo una precedente fase del desiderio), il plateau (il perdurare dell’eccitazione fisica che è il presupposto dell’orgasmo), l’orgasmo (il picco massimo di risposta sessuale) e la fase di risoluzione, cioè il rilassamento della tensione sessuale, in cui si torna allo stato di quiete.

L’individuazione di queste fasi e del loro specifico studio si devono a Williams H. Masters e Virginia E. Johnson, rispettivamente ginecologo e psicoterapeuta che anno fondato, verso la metà degli anni ’50, quella che oggi è conosciuta come la sessuologia moderna. Nella fase che precede l’orgasmo, le pareti vaginali cominciano a lubrificarsi e il flusso sanguigno aumenta nei tessuti spugnosi.

Il clitoride si dilata e si sporge verso l’esterno nella fase di plateau. Quando l’orgasmo è vicino, la vagina si riduce circa del 30% e il clitoride si ritira nel prepuzio. Durante l’orgasmo avvengono una serie di contrazioni involontarie (chiamate perivaginali) determinate da alcune fasce muscolari, aumenta la respirazione e anche il battito cardiaco, si manifesta uno spasmo involontario di mani e piedi e si perde per breve tempo il contatto con la realtà. Secondo diversi studi, molte donne manifesterebbero l’orgasmo con l’eiaculazione di un fluido che proviene delle ghiandole di Skene che si trovano vicino al meato uretrale.

Orgasmi multipli

A differenza dell’uomo, la donna non ha necessità di riprendersi prima di provare un altro orgasmo. La donna può provare anche l’esperienza degli orgasmi multipli che possono succedersi in maniera diversa.

Queste sensazioni si possono replicare e manifestare in diverse modalità: è possibile che si presenti un primo orgasmo molto intenso a cui ne susseguono altri di minore potenza e più brevi, con il piacere che raggiunge l’apice e poi si diffonde come se fosse un eco, fino a raggiungere lo stato di quiete.

Un altro tipo di orgasmo multiplo, è quello che viene definito multiorgasmo: non si raggiungere una vetta massima di piacere ma, al contrario si susseguono una serie di orgasmi di minore e uguale entità in maniera veloce e con intervalli molti ravvicinati. Infine, un’altra tipologia risiede dell’orgasmo tantrico, con un forte orgasmo seguito da altri più brevi ma sempre molto intensi. In questo caso non vi è una contrazione muscolare, perché tutto è mediato a livello del sistema nervoso centrale.

Orgasmi tipologie

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L’orgasmo femminile si può raggiungere in tanti modi differenti, basti pensare ai più conosciuti: l’orgasmo clitorideo e quello vaginale. Entrambe le modalità mirano alla stimolazione del clitoride, ma in due modi diversi: l’orgasmo clitorideo si attiva con la stimolazione diretta del clitoride, mentre quello vaginale (meno comune) si raggiunge per via vaginale, cioè con una stimolazione indiretta delle radici del clitoride che circondano la parete anteriore della vagina, con l’aggiunta degli sfregamenti del clitoride stesso che avvengono durante il coito.

L’orgasmo è raggiungibile anche attraverso la stimolazione del famoso punto G, ritenuto responsabile dell’eiaculazione femminile. Indicato in maniera erronea come un punto preciso verso cui fare centro e provocare un istantaneo piacere femminile, in realtà è considerato una zona erogena come tante altre e non è detto che tutte le donne preferiscano questo tipo di stimolazione.

Oltre alle tipologie, esistono anche delle posizioni sessuali che permettono di poter raggiungere l’orgasmo clitorideo in maniera quasi del tutto certa: tra queste, si citano quella del missionario (la più naturale), quella delle forbici, la variante del missionario eretto, del Loto o del rodeo. Un altro tipo di orgasmo può essere quello anale, meno comune e con la presenza di quello che viene chiamato PS spot, la spugna perineale: anatomicamente simile al punto G, la PS è collocata tra le pareti dell’ano e della vagina.

Orgasmi Edging

L’edging viene definito come un orgasmo lungo ed intenso, che può essere sia maschile che femminile. Il piacere che si raggiunge è molto forte e per sperimentarlo è necessario portarsi, o portare il proprio partner al limite e bloccarsi prima di raggiungere l’apice del piacere, così da provare un orgasmo più intenso dopo.

Per poterlo fare, è necessario prendersi del tempo ed essere rilassati e, fattore più importante di tutti, è necessario avere una certa confidenza ed intimità con il proprio partner, proprio perché bisogna poter conoscere il suo corpo (ma anche il proprio se si decide di attuare questa tecnica con l’autoerotismo).

Disturbo dell’orgasmo

Anche per quanto riguarda l’orgasmo, esistono dei disturbi di diverso tipo. Nel sesso femminile, ciò avviene quando esiste un ricorrente ritardo dell’orgasmo, oppure la sua totale assenza, e viene classificato in: permanente (orgasmo mai raggiunto), acquisito (il disturbo avviene dopo aver provato un orgasmo in passato), generalizzato (lo scarso desiderio sessuale è sempre presente, al di là del partner) e situazionale (il desiderio sessuale viene meno solo con un preciso partner e in alcune circostanze).

Questo disturbo può presentarsi per cause mediche, farmacologiche e/o psicologiche (come traumi, una rigida educazione familiare e/o religiosa, disinformazione sessuale, depressione, ansia da prestazione, inadeguato rapporto con il partner). Questo disturbo, chiamato anche anorgasmia, può essere anche maschile, con le stesse classificazioni di quello femminile e con cause psicologiche affini, a cui si aggiungono le malattie cardio-vascolari, la neuropatia, malattie dell’ipofisi o l’assunzione di alcuni farmaci.

Fonti: benessere, istitutobeck