Over the Sky, Nello Petrucci in mostra a Roma

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L’artista pompeiano Nello Petrucci è in mostra, dal 18 al 29 giugno, presso la sede dell’Ambasciata americana a Roma, con Over the Sky, la nuova mostra a cura di Francesca Barbi Marinetti.

Un nucleo di venti lavori site-specific, pensato come omaggio alla storia e cultura visiva americana più recente, una continuazione del Petrucci e della sua costruzione di un parallelo tra l’antichità con la città di New York.

È dopo il 2018, anno della sua residenza artistica presso il 3World  Trade Centre, dove ha realizzato la monumentale The Essence of Lightness, che Nello Petrucci ha iniziato a formulare un pensiero visivo della resistenza che pone il classico come principio della permanenza della memoria identitaria dei popoli, trovando nella tipologia artistica della street-art un connubio naturale con il graffitismo pompeiano. Per questo progetto, in cui intravede una continuità, l’artista persiste col suo concetto di lightness (leggerezza), liberandosi metaforicamente sopra la città.

Nello Petrucci, Over the Sky; omaggio alla storia e cultura visiva americana

Il percorso espositivo patte da un dittico che rappresenta due figure antitetiche, la morte e la resurrezione, la caduta e l’ascesi, desunte da un celebre frame di una ripresa delle Torri Gemelle durante l’attentato terroristico dell’11settembre 2001. Delle due anime, l’artista insegue l’anima che sale, incominciando quindi un viaggio che va al di sopra della città, in un luogo sospeso dove vige ancora la libertà di superare i limiti della dimensione fisica e temporale.

Come spiega la Marinetti anche il linguaggio che adopera “il decollage diventa metafora di quel strappare e ricomporre che permette quella cosa meravigliosa e spaventosa insieme che è perdersi. Il perdersi, consente quelle condizioni mentalmente liberatorie attraverso cui si rendono visibili altre combinazioni di realtà”.

E pertanto la percezione sbilenca, le altezze vertiginose, gli scorci che l’artista ci lascia di New York subiscono uno scatto diverso e un’evoluzione rispetto all’impaginazione concettuale e visiva dei lavori precedenti. Al confronto con l’idea di Pompei o di Roma che con la loro millenaria storia si dilatano in larghezza, New York è città verticale, slanciata in lunghezza.

Leggi anche: Le sculture tattili di Publia Cruciani in mostra a Roma

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