A Milano, artisti e tecnologie di epoche differiti a confronto alle Gallerie D’Italia

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Fino a domenica 8 settembre 2019, la sede milanese delle Gallerie d’Italia ospita la mostra Dall’argilla all’algoritmo. Arte e tecnologia. Dalle Collezioni di Intesa Sanpaolo e del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea; un’indagine la relazione tra tecnologia, soggettività umana e arte.

Dall’argilla all’algoritmo. Arte e tecnologia. Dalle Collezioni di Intesa Sanpaolo e del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea la mostra alle Gallerie D’Italia 

Per tecnologia (da téchne, arte, abilità, mestiere, e logos, parola, discorso, ragione) si intende l’insieme dei saperi attraverso i quali la scienza si applica a creare strumenti utili alla società, quali utensili, macchine, apparecchi per trasportare, comunicare, o di uso bellico: dalla prima pietra utilizzata dall’uomo, all’uso del fuoco, del ferro, alla scoperta della terracotta, alla ruota, allo specchio, alla carta e stampa, all’elettricità, al telefono, a Internet, fino all’applicazione congiunta di genetica, nanotecnologie, digitale, robotica e intelligenza artificiale.

Dagli albori dell’umanità, gli avanzamenti tecnologici modificano l’esperienza della realtà, inducendo cambiamenti nelle relazioni sociali, nell’immaginario collettivo e individuale, trasformando le possibili forme di creatività artistica. Il tema è di particolare importanza nel momento attuale, nel contesto della società 4.0 e, nell’avvenire, 5.0, nella quale l’innovazione digitale ci pone in costante relazione con inedite esperienze di robotizzazione e intelligenza artificiale.

A partire dall’ottica del presente, la mostra curata da Carolyn Christov-Bakargiev e Marcella Beccaria, con il coordinamento generale di Gianfranco Brunelli, propone un percorso basato su dialoghi inediti e intenzionalmente non-cronologici: si spazia da antichi vasi greci a opere di artisti contemporanei internazionali, approfondendo i modi in cui artisti di epoche diverse si sono relazionati con la tecnologia, il suo fascino, le sue utopie oppure i suoi demoni, anticipando o riflettendo radicali cambiamenti sociali e culturali.

Leggi anche: Women, le donne birmane meglio scatti di Fabrizio Crippa

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