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Ricardo Carioca, luce e suono in mostra Milano

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Ricardo Carioba mostra Milano
Ricardo Carioba, Sem título, 2014, installazione luminosa, sonora e composta da videoproiezioni incrociate, dimensioni variabili, loop, courtesy l'artista e FuturDome

La galleria FuturDome ospita, per la prima volta in Europa, l’opera e il percorso dell’artista brasiliano Ricardo Carioba. 15 installazioni interamente attraversabili, una serie di lavori fotografici e un progetto specificatamente creato per FuturDome.

Il titolo della mostra, Non Linear Spatola Normalizations,  fa riferimento alla tecnica di Normalizzazione Spaziale, che viene spesso eseguita nel neuroimaging funzionale, adoperato nella scansione cerebrale.

Ricardo Carioba, Non Linear Spatola Normalizations. Il contesto che diventa opera

In un ambiente immerso nell’oscurità, dal 10 ottobre al 23 novembre, Ricardo Carioba amplifica la percezione dei legami tra suoni e immagini, basandosi sulle informazioni visive derivanti tanto dallo sguardo quanto dall’acustica sonora. L’intento è di rivelare le frequenze di onde sonore e luminose, nel vuoto, attraverso l’immagine dello spazio e la sua narrazione.

 Il contesto diventa l’opera, non per estendere lo spazio artistico o pervadere la città, ma per trovare un tempo e un luogo assieme a coloro che attraverseranno il percorso, là dove ogni significato del suono e della luce tenderà a riformularsi.

Nel lavoro di Carioba il visitatore diventa un co-costruttore che conferisce un’identità innata al connubio tra suono e luce. Questo approccio offre tanti livelli di lettura quante saranno le persone che interagiscono con esso. Perché Carioba cerca una lingua che potrebbe vivere in uno spazio determinato e artificiale in grado di collegare tra loro persone che non si conoscono, all’interno di ambienti inquietantemente familiari.

In Non Linear Spatial Normalizations, le rifrazioni della luce possono essere manipolate in termini di velocità, grazie alla posizione geometrica del foro al centro di ciascuna proiezione; di conseguenza, le singole unità acustiche intrinsecamente autonome, formeranno un registro visuale infinitamente variabile. La struttura artistica delinea una fornitura di materia selettiva; quel che poi accadrà con questo materiale, quali suoni veranno prodotti utilizzandolo, non è prevedibile, ma ogni volta si conformerà come il prodotto unico del caso.

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