Giovanni Boldini. Il Piacere, le iniziative digitali in attesa dell’apertura

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Prevista per il 14 novembre, ma posticipata a causa delle restrizioni sanitarie, il MART- Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto sposta l’appuntamento con la mostra Giovanni Boldini. Il Piacere sul web, con una serie di appuntamenti digitali, sul sito e sui canali social dell’istituzione trentina, in attesa della riapertura.

Boldini MART Trento e Rovereto
Giovanni Boldini, “Giovane donna in déshabillé (La toilette)” (dettaglio), 1880 ca, Collezione privata

Immagini, videointerviste, playlist, pillole, storie e curiosità accompagnano il pubblico alla scoperta dell’atmosfera e del fascino senza tempo della Belle Époque. Caffè mondani, salotti borghesi, abiti da capogiro, eleganza e romanticismo lo spaccato di una società apparentemente spensierata magistralmente ritirata nei capolavori di Boldini.

Giovanni Boldini. Il Piacere, il ritratto di uno dei più virtuosi artisti della Belle Époque

La mostra, Giovanni Boldini. Il Piacere, raccoglie circa 170 opere provenienti da collezioni pubbliche e private, molte delle quali appartenenti al patrimonio del Museo Boldini di Ferrara, chiuso al pubblico dopo il terremoto del 2012. Nata da un’idea del Presidente Vittorio Sgarbi, l’esposizione è curata da Beatrice Avanzi, curatrice Mart, esperta in arte italiana dell’Ottocento e del Novecento, e da Tiziano Panconi, specialista dell’opera di Giovanni Boldini al quale ha dedicato studi, mostre e pubblicazioni. L’allestimento è curato da Contemplazioni.

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Boldini MART Trento e Rovereto
Giovanni Boldini, La signora in rosa (Olivia Concha de Fontecilla) (1916; olio su tela, 163 x 113 cm; Ferrara, Museo Giovanni Boldini)

Un viaggio tra le opere del pittore ferrarese che ne ricostruisce l’attività attraverso un ricco percorso cronologico e l’approfondimento di alcuni temi e relazioni che ne hanno segnato la lunga e proficua carriera. In particolare i rapporti con il poeta Gabriele d’Annunzio, attraverso figure di comuni muse ispiratrici come la “Divina Marchesa” Luisa Casati, colta e trasgressiva, interprete per antonomasia dell’eleganza e dell’eccentricità della Belle Époque.

Irrequieti pionieri nelle rispettive arti e sofisticati interpreti della cultura dell’epoca, Boldini e d’Annunzio si incontrarono in poche fortuite occasioni, ma furono numerose le amicizie in comune, i caffè, i salotti, i circoli e i teatri frequentati da entrambi. Figli dello stesso tempo, contribuirono a costituire un’estetica che fu una vera e propria nuova visione del mondo, “nutrendo il culto della bellezza […] quale sunto di eleganza e stile di vita, imprescindibilmente legato alla valorizzazione dell’arte, della cultura e dell’io” (Tiziano Panconi, dal saggio in catalogo).

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