Gli scatti di Sandro Becchetti in mostra a Roma

In Copertina: Sandro Becchetti, Dustin Hoffman, Roma,1971 Immagine: museodiromaintrastevere.it

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Il Museo di Roma in Trastevere ospita, fino al 5 settembre 2021, la mostra Chiamala Roma – Fotografie di Sandro Becchetti 1968 – 2013. Una retrospettiva che raccoglie alcuni dei lavori più importanti realizzati dal fotografo Becchetti.

L’esposizione è promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in collaborazione con Archivio Becchetti, Postcart edizioni, il Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia e il Sistema Museo di Perugia. Organizzata da Zètema Progetto Cultura è a cura di Silvana Bonfili con Valentina Gregori.

Sandro Becchetti mostra roma
Sandro Becchetti, Basilica dei SS. Pietro e Paolo, Roma, 1970 Immagine: museodiromaintrastevere.it

Chiamala Roma, l’unicità di una città contraddittoria e complessa negli scatti di Sandro Becchetti

180 fotografie in bianco e nero, in gran parte vintage e selezionate dal vasto Archivio Sandro Becchetti. Un percorso espositivo che offre una rivisitazione personale e poetica di Roma, che caratterizza gran parte della produzione di Becchetti.  Una dedica alla capitale nel tentativo di evidenziare l’unicità di una città contraddittoria e complessa.

“Attraverso l’obiettivo delle mie Pentax osservai una città in tellurico sconvolgimento sociale.. antropologico.. segnata da un’ansia di rinnovamento capace di spaccare la gerarchia fossilizzata dalle classi sociali e di cancellare… un’antica idea di sudditanza…” – scriveva Becchetti – “È in quegli anni che ho potuto conoscere e fotografare a Roma molti tra i più importanti protagonisti del mondo artistico e culturale, italiano e internazionale, dell’epoca quali Ungaretti, Borges, Pasolini, Penna, Hitchcock, de Chirico per citarne alcuni”.

Sandro Becchetti mostra roma
Sandro Becchetti, Alberto Moravia, Roma,(1970-1979) Immagine: museodiromaintrastevere.it

Romano, classe 1935, Sandro Becchetti si sofferma su una città che repentinamente cambia volto. Le sue fotografie ne congelano i dettagli, esaltano l’antica bellezza ma svelano anche, con ironia e affetto, le trasformazioni del territorio e dei suoi abitanti. Chi la abita, per lunghi o brevi periodi, persone comuni e personalità,  assorbe il clima e le suggestioni diventando testimone del genius loti romano.  Le immagini ritraggono questa fusione indipendente dal luogo.

Scatti ai margini della città, tra le nuove borgate e le antiche mura, nelle stanze austere dei vecchi e storici palazzi, o ancora tra i quadri d’autore e le tappezzerie delle abitazioni borghesi. La mostra evidenzia, inoltre, l’importanza degli archivi fotografici privati e pubblici. Uno strumento fondamentale per ricostruire la memoria di un territorio dal punto di vista storico, sociale e soprattutto culturale.

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