Jay Miriam, These eyes have walls, la personale a Roma

Pubblicità
- pubblicità -

La Galleria Richter presenta These eyes have walls, prima mostra personale di Jay Miriam in Italia, dal 25 febbraio al 25 marzo 2022. L’artista americana torna a Roma dopo la bi-personale del 2020 con Katerina Janeckova e la mostra collettiva Between my flesh and world’s fingers.

Jay Miriam, These eyes have walls. Il fascino per l’ordinario e i momenti intimi e silenziosi della vita

- Pubblicità -
 

Nata a New York City (1990) e cresciuta a Brooklyn, Jay Miriam ha conseguito un BFA presso la Carnegie Mellon University e un MFA presso la New York Academy of Art. In questa nuova serie di lavori, dipinti a olio su larga scala, Miriam mette in questione il nostro sguardo murato, costringendoci a immaginare – per ognuna delle figure femminili ritratte – oggetti, situazioni, personaggi, ambienti, relazioni e regole, che precedono o che, comunque, rimangono esterni all’opera.

Da sempre Miriam esamina ciò che sta nell’ordinario, affascinata dai momenti apparentemente intimi e silenziosi della vita: nasciamo in un corpo, in un tempo, in un luogo, ma quando chiudiamo gli occhi, come ci vediamo?

Jay Miriam mostra Roma
© Jay Miriam | Jay Miriam, The ethics of ambiguity, 2022

Dove vai quando sei sola/o? Cosa fai quando sei in grado di essere te stessa/o?

- Pubblicità -

La pratica contemplativa di Jay Miriam prevede “la pittura a memoria” o l’immaginazione di nuovi mondi partendo da zero.  Attraverso la creazione di segni audaci e pennellate sciolte, l’artista crea storie completamente proprie, che spesso richiedono mesi o persino un anno per essere completate.

Nota per i suoi ritratti di nudi femminili, i soggetti di Miriam emanano un giocoso senso di mistero. Spesso sono presenti nei suoi dipinti movimenti che sarebbero fisicamente impossibili nel mondo reale (un braccio allungato o a posizione delle gambe); tuttavia nella composizione l’artista gioca con il movimento dell’occhio per convincere lo spettatore che questi momenti sembrino autentici. La percezione dello spettatore è importante per l’intero dipinto quanto il dipinto stesso.

Leggi anche: ANTONIO LIGABUE, LA GRANDE ANTOLOGICA ALLA REGGIA DI MONZA

- Pubblicità -
Pubblicità