Da terreno a trasformante, poi in grado di spiccare il volo. Gabrielle Chanel ha elevato il funzionale ad alta moda, cambiandone il contesto. Ha dato inizio alla rivoluzione della realtà nell’abbigliamento femminile prendendo spunto dall’abbigliamento maschile e da chi, come lei, aveva sempre lavorato. Così facendo, ha cambiato la moda per sempre. E Matthieu Blazy, in qualità di Direttore Artistico delle Attività Moda, rende omaggio a entrambi nel suo dialogo continuo con Gabrielle Chanel.
Il mondo naturale metamorfosato è parte dell’essenza di Chanel: dall’amore di Gabrielle Chanel per la semplicità e la complessità dei colori e dei materiali naturali, uniti all’essenzialità del taglio, fino all’ipernaturale e cangiante stravaganza di ostentazione, abbellimento, fantasia e sfarzo.
La collezione attraversa il tempo, con una stratificazione di silhouette: a strati ma agili, sbottonate e disinvolte, dagli anni Venti agli anni Trenta, dagli anni Cinquanta agli anni Sessanta, per poi tornare agli anni Venti, dove siamo oggi. Al centro di questi cambiamenti temporali c’è l’archetipo del tailleur Chanel. L’abito funge da tela centrale, pronto a riflettere chiunque lo indossi.
Audacemente reinterpretato, spazia da maglie a coste a classici tweed e tessuti intricati intrecciati con fibre artificiali, lurex e silicone, insieme a garze naturali. Dalla caratteristica “camicia da lavoro” in tweed bouclé al blouson maschile in tweed pressato, entrambi ormai parte integrante del nuovo linguaggio dell’abito. Attraverso la fluidità, la leggerezza e la disinvoltura del jersey di seta in stile anni Venti, intrecciato con il tweed. Alle nuove tecniche, introdotte in abiti in maglia con perline che dimostrano eccezionale leggerezza e mobilità. Un crescente senso di iridescenza, unito alla morbidezza, alla sinuosità e alla fluidità della seta, si fa sempre più evidente man mano che il giorno si trasforma nel mondo notturno del volo.
Qui emerge il “papillon de nuit”. Cappotti e abiti dalle linee essenziali, in stile silfide, tagliati, a cascata, essenziali o decorati, ora si fanno strada, pur mantenendo un senso di dinamismo al centro. Creati per il movimento, chi li indossa è proiettato nella notte. Il dialogo tra reale e artificiale che percorre l’intera collezione culmina negli accessori. Come un iridescente dipinto impressionista, l’opalescente set si riflette nei gioielli in smalto e resina dai colori saturi, così come nei pezzi in madreperla autentica dalle tinte artificiali. Stivali con punta a punta, effetto seconda pelle, enfatizzano un senso di irrealtà in pelli morbide e pastello.
Mentre una miriade di borse spazia dalla praticità all’aspetto giocoso. Dall’ormai familiare ed essenziale borsa con patta in suede, che sta rapidamente diventando un classico nella sua incarnazione beige, con il suo “divan matelassé” ripreso direttamente dal divano dell’appartamento di Gabrielle Chanel. All’ultima borsa con chiusura “cinetica” e alla stravagante minaudière color melograno, con la sua iridescenza smaltata e avvelenata.
“La moda è sia bruco sia farfalla. Sii un bruco di giorno e una farfalla di notte. Non c’è niente di più comodo di un bruco e niente di più fatto per l’amore di una farfalla. Abbiamo bisogno di abiti che strisciano e abiti che volano. La farfalla non va al mercato e il bruco non va al ballo.”
Gabrielle Chanel
“Chanel è un paradosso. Chanel è funzionalità, Chanel è finzione. Chanel è sensato, Chanel è seducente. Chanel è il giorno, Chanel è la notte. Rappresenta la libertà di scegliere tra il bruco e la farfalla quando si vuole. Desidero creare una tela su cui le donne possano essere senza riserve chi sono e chi vogliono essere.”
Matthieu Blazy