Draga & Aurel hanno presentato a Salone Raritas un nuovo capitolo della loro ricerca tra luce, colore e trasparenza. In collaborazione con la storica fornace Salviati, punto di riferimento dell’arte vetraria muranese, il duo introduce Affinity in Light, un racconto progettuale in cui la materia diventa protagonista e la luce si afferma come elemento attivo di trasformazione e percezione. Accanto alla resina, materiale iconico della loro ricerca, prende forma un nuovo percorso
di sperimentazione sul vetro, indagato come superficie viva, capace di assorbire, riflettere e generare profondità.
Draga & Aurel e Salviati costruiscono un campo di ricerca condiviso, in cui vetro e resina non vengono semplicemente modellati, ma rivelati attraverso il processo del dialogo tra fornace e atelier. Il vetro di Murano registra il tempo del fuoco e del gesto, mentre la resina trattiene e diffonde la luce, amplificando la percezione della materia.

Accanto ai nuovi sviluppi in vetro, una selezione di opere in resina e cemento dalla collezione Transparency Matters completa l’installazione. Qui la materia si costruisce per contrasto: superfici lisce e porose, opacità e trasparenza, peso e leggerezza convivono in equilibrio instabile. Le inclusioni in resina catturano la luce attivando una profondità che non è solo visiva, ma percettiva.
La famiglia di lampade Soffio esplora il vetro di Murano nella sua dimensione più libera e sperimentale, spingendone la plasticità fino ai limiti. Le boule segnate da inclusioni e variazioni attraverso tecniche come cotisso, pulegoso e crackle non ricercano una perfezione formale, ma un’intensità espressiva che emerge dalla materia stessa. La luce non è un elemento esterno, ma sembra generarsi all’interno del volume, attraversando il vetro e definendone la percezione. Più che illuminare l’oggetto, lo attiva, rivelandone le tensioni e le profondità. Il dialogo con materiali come cemento, metallo e resina introduce una componente di resistenza e peso, creando un equilibrio dinamico tra forze opposte. La forma si costruisce proprio in questa tensione, tra espansione e contenimento, trasparenza e densità.

Nella famiglia Crisalide, il vetro si costruisce per stratificazione. Le lastre fuse di Murano si sovrappongono generando transizioni cromatiche fluide e mai completamente prevedibili, in cui il colore diventa elemento strutturale del progetto.
La composizione, sospesa ed essenziale, si definisce attraverso un equilibrio instabile, in continua trasformazione percettiva. Il colore non riveste la forma, ma contribuisce a generarla, costruendo lo spazio attraverso sovrapposizioni e variazioni. La luce attraversa la materia come un segno continuo, rivelando una struttura che non è mai definitiva, ma si modifica nel tempo e nella percezione. In questo senso, Crisalide restituisce l’idea di un processo in divenire: una forma che non è mai definitiva, ma si trasforma attraverso luce, sovrapposizione e percezione.
Crisalide si compone di lampade applique e sospensione e di coffee table. Ogni pezzo è unico.

La collezione Resina è composta da Stendhal console, Lava dining table, Rive Duo Bench, e Salviati.
Stendhal console è un’opera scultorea, un sapiente incontro di geometrie pure esaltate dal contrasto tra materiali e superfici. Si compone di quattro forme rettangolari che si incontrano creando una composizione in perfetta simmetria. Il piano orizzontale si interseca con una ampia base che funge da fondale, un effetto quasi teatrale: entrambi sono realizzati in resina epossidica rosa trasparente. Ai lati, bilanciano la composizione le due colonne in cemento nero la cui superficie presenta due livelli di matericità: liscia nella parte superiore e porosa e grezza in quella inferiore, ottenuta da un processo di erosione con il sale marino.
Lava dining table è il tavolo che gioca con i contrasti di forme, materiali e texture per un effetto sensuale e rigoroso allo stesso tempo. La base conica in cemento, lavorata in superficie tramite erosione con sale marino, sorregge il piano circolare in resina epossidica a spessore che accoglie nella sua profondità la luce e la riflette con drammaticità. Lava è disponibile a catalogo anche nella versione coffee table.
Rive Duo Bench, una panca che esprime la propria qualità scultorea attraverso un processo di destrutturazione della forma. Definita da due volumi orizzontali sovrapposti e asimmetrici, in cui un elemento si trasforma da supporto a seduta, la panca costruisce un equilibrio inatteso su due livelli. Gli inserti in resina, inglobati nel cemento nero eroso dal sale, emergono come inclusioni luminose, interrompendo la compattezza della materia e attivando un dialogo tra opacità e trasparenza, materia e luce.
Salviati presenta elementi componibili in vetro. Nati da un’intuizione progettuale degli anni ’60, questi elementi componibili in vetro firmati Salviati rappresentano un perfetto equilibrio tra design senza tempo e versatilità contemporanea. Ogni composizione prende vita a partire da un singolo modulo, un’unità essenziale capace di trasformarsi in infinite configurazioni. Come un raffinato puzzle luminoso, gli elementi si intrecciano tra loro dando forma a scenografici lampadari, eleganti applique o suggestive pareti divisorie, con o senza luce. La trasparenza e la lavorazione del vetro esaltano il dialogo tra pieni e vuoti, creando giochi di riflessi che arricchiscono lo spazio con leggerezza e carattere.
Affinity in Light non è una collaborazione nel senso tradizionale, ma un allineamento di visione. Vetro e resina, fornace e atelier, tradizione e sperimentazione si incontrano in un punto preciso: lasciare che la materia non sia controllata, ma rivelata.