Le tendenze mostrano come il second hand non sia più un ripiego: libri, vestiti, scarpe e borse sono solo alcuni degli oggetti più richiesti e venduti che possono tornare ad avere una seconda vita. Il numero di piattaforme online specializzate cresce e il motivo è chiaro: l’interesse del pubblico è sempre più alto.
Comprare e vendere online è ormai un’attività comunissima ma a renderlo possibile su scala non è la piattaforma o il pagamento digitale ma il servizio di spedizione. Senza la capacità di spedire un pacco in modo semplice, economico e tracciabile, buona parte del mercato secondario non esisterebbe. O meglio: rimarrebbe confinato al mercatino sotto casa, al passaparola tra amici.
Il second hand come stile di vita
Se fino a qualche anno fa comprare abiti usati o oggetti di seconda mano era per lo più una scelta economica oggi tutto è cambiato. L’acquisto viene fatto soprattutto per motivi etici e si stima che il mercato valga già diversi miliardi nel mondo continuando ad espandersi.
L’importanza della spedizione
Il problema principale del vintage e dell’usato era sicuramente la distanza. Prima per poter fare acquisti o vendite ci si doveva rivolgere a negozi specializzati o mercatini con una limitazione territoriale oggettiva. Ma con il web è tutto cambiato: la vetrina è digitale e non ci sono confini geografici… serve solo un po’ di pazienza per i tempi di spedizione.
Consigli da seguire
Chiunque abbia comprato usato online sa che c’è differenza tra un venditore che ha fatto le cose con cura e uno che ha buttato il prodotto in una busta qualsiasi. Risulta importante imbustare adeguatamente, così da proteggere il contenuto.
Ci sono anche novità importanti da conoscere come l’etichetta digitale ormai sempre più comune o la possibilità di sfruttare punti di ritiro e locker. Questi spazi di spedizione e ricezione sono diffusissimi in centri commerciali, stazioni e supermercati per aiutare chi lavora o studia e non trascorre molte ore presso il proprio domicilio.
Come spedire oggetti second hand senza stress
Ecco qualche consiglio pratico da seguire per far parte di questa rivoluzione green:
- Scegliere l’imballaggio giusto. Scatola rigida per oggetti fragili o voluminosi, busta imbottita per abbigliamento e accessori leggeri. Se si riutilizza materiale già in casa, meglio: è più sostenibile e costa meno;
- Proteggere bene il contenuto. Carta da giornale, pluriball, ritagli di tessuto: l’importante è che l’oggetto non si muova all’interno della scatola. Un centimetro di spazio vuoto è già un rischio per oggetti fragili;
- Generare l’etichetta online. Dopo aver pesato e misurato si può procedere con l’affidamento a un servizio online che genera l’etichetta da stampare o da utilizzare tramite QR Code;
- Consegnare al locker più comodo. Molti servizi hanno una rete capillare, basta cercare il punto più vicino;
- Comunicare il tracking al destinatario. In questo modo con un messaggio ricevuto potrà seguire la spedizione.
Insomma, spedire oggetti di seconda mano e dargli una nuova vita è davvero sostenibile. Seppur non a impatto zero c’è da dire che produrre un nuovo prodotto richiede molte più risorse e smaltire un oggetto non differenziabile è altrettanto impattante.