Fantin ripercorre l’evoluzione dei propri sistemi compattabili, una tipologia di prodotto che da decenni rappresenta uno dei capisaldi dell’azienda. Una gamma che nasce e si sviluppa attraverso progetti capaci di coniugare rigore funzionale e un’identità estetica definita, valorizzata dalla tavolozza Fantin, composta da 35 finiture. Una gamma cromatica completa che, unitamente all’ampia modularità e accessoriabilità, permette di configurare ogni armadio con libertà e precisione, adattandolo a qualunque contesto architettonico.
Nel 2013 la ricerca Fantin trova nuove forme attraverso tre reinterpretazioni firmate Salvatore Indriolo, che traghetta il linguaggio degli armadi compattabili verso un’estetica contemporanea, adatta tanto agli ambienti operativi quanto agli spazi rappresentativi.

Vela, ad esempio, introduce un approccio architettonico chiaro: fronti verticali continui, ritmati da maniglie a tutta altezza che diventano segno estetico e gesto ergonomico insieme. Ideale per studi e ambienti lavorativi, Vela può vivere anche come elemento freestanding, trasformandosi in soluzione bifacciale capace di organizzare e scandire open space professionali o domestici, grazie alla grande libertà compositiva di ogni modulo.
Con Discovery (foto di apertura), la reinterpretazione si avvicina maggiormente allo spirito più tecnico dei compattabili tradizionali, di cui mantiene, attualizzandolo e ingentilendolo nella forma, il “timone” di manovra, in equilibrio tra design sobrio e grandi capacità di contenimento. Le sue superfici lineari gli consentono di inserirsi tanto in aree di servizio quanto in contesti più rappresentativi, dagli showroom agli spazi commerciali.

Binaria, infine, si distingue per la maniglia ricavata direttamente dalla volumetria del frontale: un dettaglio che definisce un carattere discreto ma deciso, reso ancora più versatile dalle proporzioni essenziali. Nella versione con ponte, il sistema assume una valenza quasi architettonica, capace di dialogare con l’ambiente e di strutturarlo.
Capostipite di questa lunga evoluzione è Jordan, disegnato da Dorino Fantin nel 1995. È da questo progetto che prende forma l’intera famiglia dei compattabili Fantin. Ancora oggi apprezzato per la robustezza e la fluidità dei movimenti, Jordan continua a essere scelto in contesti in cui sicurezza e protezione dei materiali sono prioritarie. Il suo iconico “timone” di manovra — elemento identitario e soluzione tecnica insieme, capace di garantire la movimentazione di moduli fino a 6 metri di lunghezza — ne ha fatto un punto di riferimento nel settore. Nel tempo ne è stato aggiornato l’aspetto, pur mantenendo intatte le qualità strutturali e quella natura più industriale che ne ha decretato il successo.

La grande versatilità dei sistemi compattabili Fantin trova una testimonianza significativa nel progetto della Biblioteca Moderna del monastero benedettino di Camaldoli Poppi (Arezzo), dove lo studio Menichetti+Caldarelli ha scelto proprio Discovery e Binaria per organizzare gli spazi dedicati alla conservazione di oltre 35.000 volumi, tra pergamene, manoscritti, libri e registri della comunità. Qui le soluzioni Fantin diventano una vera e propria porta sul passato e sulla memoria, nel loro susseguirsi ordinato di candidi monoliti essenziali che custodiscono e proteggono un archivio della memoria di grande valore, a conferma di quanto il contemporaneo possa dialogare in modo armonico con la Storia.

Tutte le collezioni Fantin condividono un elemento fondamentale: la scelta del metallo come materiale cardine. Lavorato con precisione e rifinito con tecniche avanzate, garantisce resistenza e una pulizia formale che esprime in pieno i valori dell’azienda. A questo si affianca la possibilità di configurare ogni modello nella palette Fantin di 35 colori, una selezione esclusiva che trasforma gli armadi in veri strumenti di progetto, capaci di armonizzare o definire gli spazi a seconda delle necessità.