Corte delle Dolomiti, uno spazio senza tempo a Borca di Cadore

Nella suggestiva cornice delle Dolomiti bellunesi, a pochi minuti da Cortina d’Ampezzo, nel piccolo borgo alpino di Borca di Cadore, si trova Corte delle Dolomiti, un progetto di ospitalità diffusa in oltre 120 ettari di bosco privato alle pendici del monte Antelao.

Corte delle Dolomiti nasce dal recupero e dalla valorizzazione dell’ex Villaggio ENI, voluto a metà degli anni ’50 dal Presidente Enrico Mattei per ospitare i suoi dipendenti durante le vacanze e realizzato dall’architetto Edoardo Gellner.

Il progetto ha origine con la visione di Enrico Mattei che, nel pieno del boom economico italiano, volle creare non solo un luogo di villeggiatura per i dipendenti dell’ENI, ma una comunità, un “villaggio sociale” che mettesse insieme abitare, vacanza, servizi e natura.

Gellner, seguendo i principi del regionalismo moderno, progettò gli edifici rispettando il paesaggio dolomitico, integrando il bosco e i pendii nella struttura stessa del villaggio. Nel progetto, si trattava di trovare il giusto equilibrio tra la solitudine della natura e la necessità di contatto sociale degli abitanti delle città, tra una comunità metropolitana di lavoratori, che si riuniva brevemente (per poche settimane) a scopo ricreativo e che, più o meno, viveva insieme. Una società del tempo libero, che però, in parte, portava con sé le conoscenze e le gerarchie della fabbrica. E così la configurazione degli spazi e la frequenza dei contatti — cercati o casuali — diventavano anch’essi criteri fondamentali per la pianificazione e la progettazione degli ambienti.

Un progetto ambizioso, unico e irripetibile, realizzato con un’attenzione maniacale ai dettagli e all’ambiente di eccezionale bellezza che lo circonda.

Passeggiando nel villaggio è evidente come ogni linea, ogni sentiero, ogni struttura sia stata pensata per essere in armonia con la natura. Corte delle Dolomiti rappresenta un esempio unico di integrazione tra utopia sociale, architettura moderna, rispetto per il paesaggio e cultura alpina.

Oggi, grazie alla giovane ed intelligente gestione del gruppo Mi.No.Ter., è un luogo vivo e attivo, che, oltre a proporre un’esperienza di soggiorno autentica e sostenibile, tra architettura, design, benessere e scoperta del territorio, valorizza il villaggio attraverso iniziative artistiche, culturali e musicali, che diventa così uno spazio di spunti e riflessioni.

Fanno parte di Corte delle Dolomiti l’Hotel Boite, il Residence Corte, la Corte SPA, il Campeggio e il Corte Mountain Lab.

Hotel Boite, concepito nella montagna, per la montagna

Progettato da Edoardo Gellner e costruito tra il 1961 e il 1963, l’Hotel Boite prende il nome dal torrente che attraversa la valle del Cadore. Gli ambienti comuni sono molto ampi, pensati per favorire la socializzazione, e si contrappongono alle camere essenziali e accoglienti. I materiali utilizzati per la sua costruzione sono il calcestruzzo, il legno, la pietra e il rame per la copertura.

Ogni dettaglio del Boite è studiato con cura: le 84 camere (168 posti letto) sono snelle, vitali ed eleganti. Ognuna dispone di un comodo letto matrimoniale, di un bagno con doccia, ed è impreziosita da pavimenti in parquet e arredi originali degli anni ’60. Tutte le sistemazioni si affacciano con terrazzini sul bosco di abeti rossi e godono di una vista frontale sul Monte Pelmo. Forme audaci e colori vivaci creano un’atmosfera calda e accogliente, mentre materiali diversi come il legno di mogano e il ferro nudo offrono un’estetica senza tempo.

Nella hall di ingresso trova invece spazio il genio ingegneristico di Gellner, con l’uso della grande trave lignea e di finestre lungo tutto il perimetro, che mettono in contatto lo spazio interno e il verde circostante all’esterno; anche la hall, come le camere, a più di 60 anni di distanza, è ancora quella originale, così come i suoi preziosi arredi. Un’ampia terrazza consente agli ospiti di sedere sulle comode sdraio a disposizione per godere di un’eccezionale vista panoramica sul monte Pelmo. Tra la hall e la lounge, compare il bar con il suo camino a unire armonicamente i due ambienti. Tutti gli ambienti dell’Hotel Boite sono caratterizzati dalle panche che corrono lungo le pareti, in cui i radiatori diventano essi stessi elementi architettonici d’arredo.

Il Ristorante 942, interno all’Hotel Boite, deve il suo nome all’altitudine in cui si trova. Racconta di un territorio con una cucina essenziale e sincera, che non vuole stupire, ma far sentire a casa e contemporaneamente aprire nuovi orizzonti. Tutto in un ambiente che unisce design moderno (comprese le raffinate ceramiche con il marchio del cane ENI a sei zampe, in cui gli ospiti consumano le loro pietanze), accoglienza autentica e attenzione al benessere.

L’offerta culinaria del 942 ha il ritmo della natura: cambia con le stagioni, si nutre di semplicità e racconta storie del territorio attraverso i suoi prodotti. Cene a tema, degustazioni guidate, serate con menu dedicati animano gli spazi del 942.

Il ristorante è aperto tutte le sere, anche agli ospiti esterni, ed è pensato per offrire un’esperienza gastronomica rilassata, ma curata, in cui gusto, design e atmosfera si fondono in modo naturale.

Gabriella Frigerio
Gabriella Frigerio
Gabriella Frigerio nasce e vive a Milano. Fin da giovane ha coltivato una grande passione per la comunicazione. Nel corso di diversi anni di lavoro presso il Centro Documentazione della Casa Editrice Rizzoli-RCS, inizia a collaborare con diverse testate giornalistiche come Oggi, Europeo, Annabella, Brava, ecc. occupandosi di argomenti legati al lifestyle come benessere, moda e costume. Ciò le consente di accrescere e affinare il suo stile giornalistico. Iscritta all’ODG di Milano, il suo interesse per l’arte di vivere la porta a diventare direttore di un periodico del settore “Viaggi IN Benessere” mediante il quale cerca di trasmettere questa filosofia attraverso i suoi articoli su carta stampata e web. Attualmente collabora con Lifestar.it