Rosso, blu, verde: queste sono le tonalità dei rivestimenti colorati in eisengarn di alcuni mobili in tubolare d’acciaio della prima ora. Ripensando a questi modelli storici, Thonet ha progettato un rivestimento in tessuto per i modelli cantilever S 33/S 34 di Mart Stam. La variante “Soft” conferisce un carattere accogliente alla silhouette pulita delle sedie.
Stam è considerato l’inventore della sedia priva di gambe posteriori: disegnata per la prima volta nel 1926, si rivelò ben presto un’idea all’avanguardia e immediatamente ripresa da altri. Nella variante “Soft”, questi classici della storia del design assumono così un carattere più morbido, confortevole, soprattutto se abbinati a un telaio in tubolare d’acciaio verniciato a polveri colorate.

Il rivestimento tessile delle sedie cantilever S 33 e S 34 “Soft”, effettivamente, richiama le origini di questi classici degli anni ‘20 del 1900 perché le prime sedute in tubolare d’acciaio erano, spesso, rivestite con il cosiddetto eisengarn, oltre che con altri materiali quali cinghie di canapa, tappetini in gomma, paglia di Vienna o cuoio. L’eisengarn (Eisengarn = ferro filato), utilizzato per la prima volta da Marcel Breuer, non conteneva ferro, ma deve il suo nome alla resistenza del tessuto. Sviluppato già nel XIX° secolo e prodotto utilizzando un filo di cotone ritorto più volte trattato secondo un procedimento speciale.

Nel Bauhaus, la tessitrice Margaretha Reichardt lo perfezionò perché potesse essere utilizzato per rivestire le sedute. Inseriti sul telaio in tubolare d’acciaio molleggiato, la seduta e lo schienale dovevano essere in grado di sopportare una maggiore trazione e pressione. I rivestimenti originali dell’epoca, infatti, si sono conservati e dimostrano senza ombra di dubbio che l’epoca moderna sapeva usare il colore, con rivestimenti rossi, blu, gialli, verdi o beige, in parte in contrasto con i telai in tubolare verniciato in diverse tonalità cromatiche.

L’eisengarn viene oggi utilizzato soltanto nel restauro di mobili storici in tubolare d’acciaio. Permane, tuttavia, il problema della stabilità: rispetto al cuoio robusto, il semplice rivestimento in tessuto non assicura sufficiente resistenza e lunga durata. Per questa ragione, per le sedie cantilever S 33/S 34 “Soft”, Thonet ha sviluppato un procedimento che prevede l’uso di un materiale di supporto che conferisce stabilità al tessuto impedendo così che si sciupi o si deformi. È una struttura a sandwich che presenta molteplici vantaggi: le sedie possono essere rivestite con diversi tessuti delle collezioni Thonet – dalle superfici lisce, dure o morbide, soffici e accoglienti – e le opzioni di personalizzazione sono infinite.
La variante “Soft” non ha richiesto soltanto un lavoro certosino (c’è voluto, infatti, circa un anno per trovare la soluzione giusta). I rivestimenti vengono prima cuciti e poi infilati sui telai in tubolare d’acciaio già curvati, richiedendo per questa attività un sapiente lavoro artigianale nel taglio e nel montaggio. Il risultato dimostra, tuttavia, che la nostra visione dei mobili di design è in grado di trasformarsi perché ogni epoca ha il proprio Bauhaus. E nella variante “Soft” delle cantilever si ritrova la chiarezza e semplicità originaria ricercata da Mart Stam e l’entusiasmo dell’epoca per i colori e i tessuti. Puntualmente, in occasione del centenario del Bauhaus di Dessau e della sedia cantilever, queste sedute propongono una nuova narrazione di una storia antica.