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Marijuana: fumarla triplica il rischio di morte per ipertensione

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Marijuana sì, marijuana no. I pareri sulla legalizzazione di questa sostanza sono sempre più discordanti. E se , da diverso tempo, l’utilizzo a scopo terapeutico è stato consentito in alcuni casi, dati gli innegabili benefici della cannabis sull’organismo umano, ora uno studio rivela che è anche molto dannosa e che, anzi, triplica il rischio di morte per ipertensione in chi la fuma.

La marijuana alza la pressione arteriosa

Che la marijuana alzasse la pressione arteriosa era già cosa nota. Ora secondo uno studio della Georgia University di Atlanta, negli Stati Uniti, sembrerebbe dimostrato che addirittura l’utilizzo continuo della sostanza porterebbe a tre volte il rischio di morte per ipertensione.

I ricercatori hanno raccolto i dati del National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES) e li hanno analizzati concentrandosi sulla fascia d’età dei 20-something, che statisticamente sono quelli che maggiormente fanno utilizzo di marijuana. “Se il suo consumo continua, il rischio aumenta ogni anno di più”, afferma Barbara Yankey, della Georgia State University e autrice della ricerca.

Incrociando i dati ottenuti con quelli relativi alle cause di mortalità relativi all’anno 2011, i ricercatori del suo team hanno avuto la conferma di quanto affermato dallo studio. In Italia Gianluigi Condorelli, direttore del dipartimento cardiovascolare dell’ospedale Humanitas di Milano, ha confermato: “Il consumo di marijuana ha sicuramente un effetto acuto sul sistema cardiovascolare che comporta l’aumento sia della pressione arteriosa che del battito cardiaco (tachicardia), in seguito all’attivazione del sistema nervoso simpatico. Chi è già affetto da malattie cardiovascolari, può pertanto essere soggetto a un maggior rischio di infarto”.

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