Equinozio di primavera: cos’è e come viene festeggiato nel mondo

0
8556
equinozio di primavera

Ogni anno la Terra compie il suo moto di rivoluzione attorno al Sole, che dura approssimativamente 365 giorni, giro che determina l’alternanza di primavera, estate, inverno e autunno. Solstizi ed equinozi si verificano a circa sei mesi di distanza l’uno dall’altro e segnano l’inizio di una nuova stagione. A settembre abbiamo l’equinozio d’autunno, a dicembre il solstizio d’inverno, a giugno il solstizio d’estate e a marzo l’equinozio di primavera.

Quest’ultimo, come anche gli altri, non ha una data precisa che resta sempre la stessa ma ogni anno subisce una variazione. Solitamente solstizi ed equinozi si verificano sempre tra il 20 e il 23 del mese corrispondente e la loro anticipazione o il loro slittamento è causato dal movimento della Terra.

I solstizi, gli equinozi e le quattro stagioni

Per capire come funzionano e come vengono determinate le date dei solstizi e degli equinozi, facciamo un piccolo passo indietro e parliamo dei moti della Terra.

A scuola viene insegnato a tutti i ragazzi che la terra impiega un anno esatto a girare attorno al Sole (moto di rivoluzione) ma che allo stesso tempo ruota anche su se stessa (moto di rotazione); mentre il primo moto genera l’alternanza delle stagioni, il secondo determina l’alternanza del giorno e della notte.

Ma volendo essere più precisi, se è vero che la terra gira attorno al proprio asse, è vero anche che quest’ultimo non è perfettamente perpendicolare ma inclinato di 66 gradi e 33 primi: è proprio questa inclinazione che determina l’avvicendamento di stagioni calde e fredde che cambiano ovviamente in base agli emisferi della Terra.

Il nostro pianeta è infatti diviso orizzontalmente in due metà dalla linea immaginaria dell’equatore che, oltre a segnare i confini della zona più calda della terra, detta zona equatoriale, determina anche due emisferi quello boreale (nord, emisfero superiore) e quello australe (sud, emisfero inferiore).

Considerando questa ‘nuova’ informazione e tenendo presente il moto di rivoluzione della Terra, ne consegue infatti che l’alternanza delle stagioni avviene in maniera opposta nei due emisferi; mentre quindi nell’emisfero boreale è estate, in quello australe è inverno e viceversa.

leggi anche: Luna: scoperti grandi depositi d’acqua sotto la superficie lunare

Per facilitare la vita dei ragazzi tra i banchi di scuola, solitamente, per spiegare la differenza e la cadenza di solstizi ed equinozi, i professori utilizzano il calendario gregoriano che si basa purtroppo sull’anno solare della terra e non sul suo periodo orbitale.

Per semplificare, si dice che la Terra compia il suo moto di rivoluzione attorno al Sole in 365 giorni (anno solare) ma questa informazione non è completamente esatta; il nostro pianeta infatti compie il suo moto in 365 giorni, 6 ore, 9 minuti e 10 secondi (periodo orbitale).

Basandosi sul semplice anno solare e non sul più preciso periodo orbitale, il calendario gregoriano utilizzato a scuola per determinare la data dei solstizi e degli equinozi, ci fornisce informazioni del tutto approssimative. Prendendo come riferimento invece il periodo orbitale della Terra, possiamo facilmente osservare come ogni anno equinozi e solstizi cadano 6 ore più tardi del previsto.

A ripristinare l’ordine, in un certo senso, è l’intervento dell’anno bisestile che, con l’aggiunta di un giorno al mese di febbraio (di 29 giorni anziché 28) ogni quattro anni, riporta, per così dire, indietro le lancette e riesce nuovamente a sincronizzare periodo orbitale e calendario gregoriano.

Equinozio di primavera significato

equinozio di primavera

Generalmente l’equinozio di primavera è uno dei momenti dell’anno più amati poiché è il giorno che sancisce la fine del lungo inverno ed accoglie la calda primavera. Sul calendario gregoriano – utilizzato ormai in gran parte del mondo occidentale – questa data viene identificata con il 21 marzo definito il primo giorno di primavera dell’anno.

Tuttavia, come vi abbiamo già spiegato nel paragrafo precedente, la datazione dell’equinozio di primavera non può essere sempre la stessa. Grazie ad alcuni calcoli infatti è possibile identificare non solo il giorno dell’equinozio ma addirittura l’orario preciso dell’inizio della primavera.

Ma allora vi starete chiedendo, com’è possibile determinare con tale precisione il cambio di stagione? E qual è il significato dell’equinozio di primavera?

leggi anche: Scoperto pianeta con un’atmosfera simile alla Terra. Si chiama Gliese 1132 B

Ufficialmente l’equinozio di marzo è per tutti il primo giorno di primavera ma il suo significato astronomico è molto più complesso. Come vi abbiamo già spiegato in precedenza, la Terra, oltre a compiere un giro completo attorno al sole (moto di rivoluzione), gira anche attorno al proprio asse (moto di rotazione) che sappiamo essere inclinato e non perfettamente perpendicolare.

Ebbene, questa inclinazione fa sì che il Sole non illumini mai la Terra in ogni istante dalla stessa angolazione. Due volte all’anno, tuttavia, accade che l’asse di rotazione terrestre si trovi perpendicolare ai raggi del Sole in ogni punto della Terra e che quindi il giorno e la notte abbiano la stessa durata. Questi sono i giorni degli equinozi.

Solitamente l’equinozio di marzo cade il giorno 20 del mese e pare che dall’anno 2044 possa subire un’ulteriore ma saltuaria variazione che sposterebbe la data al 19 marzo. Questo strano anticipo è causato dalla errata organizzazione del calendario gregoriano che non coincidendo con il periodo orbitale della Terra. Tuttavia la data astronomica dell’equinozio di primavera del prossimo anno (equinozio di primavera data 2018) è prevista per il 20 marzo 2018 alle ore 16.15.

Equinozio di primavera massoneria ed esoterismo

Il movimento dei pianeti, la posizione delle stelle e l’alternanza delle stagioni hanno sempre influenzato i comportamenti umani e determinato nei secoli anche la nascita di alcuni movimenti pseudo religiosi e/o spirituali o addirittura di società segrete.

In ambito esoterico ci sono ancora molte religioni pagane praticate tutt’oggi che prosperano nel mondo e che basano molte delle loro attività sui cambiamenti della natura e del cielo.

Una di queste, nonché la più famosa, è la religione Wicca che celebra il divino in quanto entità immanente, composta da una parte maschile (Il Dio) e da una parte femminile (la Dea), due spiriti complementari, presenti sulla terra e rintracciabili in ogni manifestazione naturale.

leggi anche: Lacrime: gli scienziati hanno scoperto che producono energia elettrica

La Wicca infatti celebra i cicli della natura e quindi pone molta attenzione alle date dei solstizi e degli equinozi; ogni wiccan (questo è il nome dato ad ogni adepto del culto) praticante trae forza ed ispirazione dai quattro elementi terrestri – acqua, terra, aria e fuoco – e basa le sue scelte di vita in relazione ai cambiamenti naturali.

Nonostante questo culto teosofico sembri affondare le sue radici molto il profondità, la sua ‘forma’ moderna viene fatta risalire agli anni cinquanta del novecento. Per alcuni si tratta solo di una sorta di setta esoterica non violenta che millanta origini più antiche e sposta l’attenzione dei curiosi su di un periodo oscuro della storia dell’umanità come quello dell’Inquisizione, a cavallo tra Medioevo e Rinascimento.

equinozio di primavera

La primavera è considerata da tutti i wiccan e più in generale da tutti coloro che praticano una religione alternativa, come la stagione del rilassamento, un periodo dell’anno in cui la natura si risveglia e la forza interiore rifiorisce.

Durante l’inverno tutto si assopisce, la nostra forza vitale e quella di tutte le cose che ci circondano; con l’equinozio di primavera tutto si sveglia dal torpore e energie positive e negative ricominciano la loro battaglia per la supremazia. Nell’esoterismo infatti la primavera, oltre ad essere la stagione del risveglio spirituale, è anche quella più insidiosa per le anime pure e incontaminate; gli spiriti della natura si ridestano e corrono il rischio di essere corrotti dalle forze oscure la cui “brama di vivere serpeggia sotto la terra”.

massoneria simbolo

Ma l’equinozio di primavera gioca un ruolo fondamentale anche per un’altra famosa organizzazione di stampo più tradizionale e meno ‘alternativo’.

Si tratta della Massoneria, una sorta di società segreta i cui membri, uomini liberi da ogni tipo di costrizione politica o religiosa, stringono un patto morale di fratellanza. La massoneria, nata intorno al diciassettesimo secolo, è una società segreta che nonostante tragga ispirazione per i suoi dogmi da alcuni testi sacri come la Bibbia e il Corano, ha una forte impronta intellettuale.

Nei secoli infatti molti personaggi influenti della storia hanno fatto parte della Massoneria, scrittori, poeti, politici, filosofi come Voltaire, Goethe, George Washington, Benjamin Franklin e Mark Twain.

Ciò che rende unica e misteriosa la Massoneria è quindi la sua duplice identità; ad una parte più razionale ed empirica si contrappone infatti quella spirituale e di stampo quasi esoterico. Come per i wiccan, anche per i Massoni è fondamentale festeggiare alcune ricorrenze come ad esempio l’equinozio di primavera.

leggi anche: Vampirismo: la Porfiria potrebbe essere alle origini del mito

L’inizio di una nuova stagione e la fine dell’inverno, rappresenta anche per la Massoneria una rinascita spirituale; il giorno dell’equinozio di marzo si festeggia non solo quindi il risveglio di Madre Natura ma anche il ritorno del periodo fertile della terra.

In tempi antichi infatti, in questo giorno, soprattutto nelle civiltà contadine, era usanza accendere dei fuochi sulle colline; secondo questo rituale, quanto più a lungo la fiamma riusciva ad ardere, tanto più fertile sarebbe stata la terra. Inoltre era solito coltivare il trifoglio, considerato come la pianta sacra dell’equinozio di primavera, simbolo associato alla Massoneria.

Volendo entrare ancor più nello specifico, l’equinozio di marzo per i massoni veniva considerato anche come il giorno dell’equilibrio terrestre; durante le giornate degli equinozi, giorno e notte hanno la stessa durata e, per la Massoneria, questo vuol dire che le sorgenti di luce naturali, ovvero il Sole e la Luna, sono perfettamente allineati, situazione che crea un equilibrio perfetto nel Cosmo e mette un fermo momentaneo al caos. Gli equinozi inoltre costituiscono per i massoni la fase di stallo della lotta ciclica del bene contro il male.

Feste, miti e leggende sull’equinozio di primavera

Come vi abbiamo già accennato nei paragrafi precedenti, solstizi ed equinozi dividono l’anno solare in quattro parti uguali e ci segnalano l’inizio di una nuova stagione. In senso puramente astronomico invece, in questi quattro giorni, il giorno e la notte hanno egual durata.

Eppure, nonostante tutte queste spiegazioni scientifiche e razionali, c’è ancora un’aura di mistero che avvolge queste ricorrenze e in particolar modo il giorno dell’equinozio di primavera. Ci sono infatti ancora molti festeggiamenti legati al cosiddetto primo giorno di primavera sia di stampo pagano che religioso

Festa di Sham el Nessim

sham el nessim festa

E’ considerata come la più antica festa di primavera conosciuta al mondo nata quasi cinquemila anni fa. La patria di Sham el Nessim (letteralmente ‘fiutare il vento’) è l’Egitto e questa festa segna a tutti gli effetti l’inizio della primavera. All’epoca dei faraoni questa ricorrenza era legata principalmente ai riti di fertilità per l’agricoltura, riti che poi vennero inglobati nei festeggiamenti pasquali del Cristianesimo; la festa infatti cade il primo lunedì dopo la Pasqua copta, ovvero la Pasqua egiziana.

Il nome Sham el Nessim deriva dal termine Shamo, antica stagione egiziana del raccolto, che al tempo dei faraoni significava ‘rinnovo della vita’. La prima celebrazione della festa di primavera egizia risale al 2700 a.C. Ma la ricorrenza viene tutt’oggi rispettata.

Gli egiziani infatti solitamente addobbano le città con coperte dai mille colori e si concedono lunghi pic nic all’aria aperta, consumando cibi specifici che rispettino la tradizione; e quindi via libera a fiseekh (pesce salato), uova sode e colorate (tradizionali anche della pasqua greca), termis (semi di lupino), sipolle verdi e lattuga. Ognuno di questi alimenti è legato ad una leggenda specifica e anticamente venivano donati agli Dei affinché essi favorissero il raccolto.

leggi anche: Parkinson: possibile bloccare il morbo grazie alla dopamina

Fiseekh: il pesce salato è simbolo di fertilità e benessere. Capitava infatti che i pesci abbondassero quando le acque del Nilo si ritiravano dopo la piena; in questo modo era più facile catturarli.

Uova: le uova simboleggiano la rinascita del Cosmo e sono legate ad un’antica leggenda egizia. Nell’antico Egitto c’era l’usanza di appendere nei templi uova dipinte come simbolo di rigenerazione della vita e dell’universo.

Secondo la leggenda, le uova simboleggiano la Fenice, uccello mitologico capace di rinascere dalle proprie ceneri; prima di morire la Fenice preparava un nido a forma di uovo dove si sarebbe accovacciata prima di farci incenerire dai raggi del Sole, per poi rinascere dalle sue ceneri. La Fenice quindi è considerata come la luce del mondo, l’universo in grado di rigenerarsi, la vita stessa.

Lattuga: simbolo di speranza

Cipolle verdi: è senza dubbio il simbolo più complesso di questa festa. Esso sono il simbolo della vita eterna ma aiutano anche ad eliminare malocchio e invidia: spesso infatti sono state trovare in antichi affreschi e al posto degli occhi in alcune mummie.

Secondo la leggenda, nei tempi antichi, il figlio di un potente Faraone fu colto da una terribile e misteriosa malattia. Preoccupato per la sorte di suo figlio, il Farone chiese aiuto a gran sacerdote del Tempio di Oun che imputò il malessere del giovane all’attacco di spiriti maligni.

Il sacerdote quindi mise una cipolla intera sotto la testa del figlio del faraone e un’altra, a fette, sotto il suo naso. Il ragazzo riacquistò le forze e il Faraone decise di celebrare l’arrivo della primavera con grandi festeggiamenti e il suo popolo appese in segno di rispetto grappoli di cipolle alle porte delle case.

Festival del Nuovo Giorno

Il festival di Naw Ruz (‘nuovo giorno’) viene celebrato in Iran e Persia e in altri paesi di fede musulmana come India, Turchia, Afganistan, Albania nonché alcune zone dell‘Asia Centrale.

I festeggiamenti durano solitamente tredici giorni e prevedono un gran numero di falò per le strade delle città; l’avvento della primavera è per questi popolo un momento di purificazione dello spirito e il fuoco è il simbolo della redenzione.

Festa di Holi

festa di holi India

La festa induista di Holi (‘festa dei colori’) è di sicuro la più bella e suggestiva collegata all’equinozio di primavera. In occasione del primo giorno di primavera, le persone scendono in strada e, incuranti delle differenze di caste sociali, ballano e cantano insieme gettandosi addotto polveri e pigmenti dai colori vivaci mescolati ad acqua.

Questa strana usanza è legata ad un’antica leggenda induista; si narra che il dio Krishna, dalla pelle scura, fosse invidioso della pelle chiara di sua moglie Radha e decise un giorno di dipingerla di mille colori. Da questa leggenda deriva anche l’usanza di dipingersi a vicenda tra innamorati.

Festa dell’Hanami e Haru no Higan

In Giappone, la primavera viene celebrata con la bellissima festa dell’Hanai che risale all’antichissima dinastia cinese Tang la quale, durante il periodo Nara (710-794), arricchì il paese di tante nuove feste e tradizioni.

Si deve ai Tang infatti la suggestiva festa primaverile dell’Hanai durante la quale i giapponesi organizzano pic-nic a base di sushi e piatti tradizionali e restano per ore ad ammirare lo spettacolo dei fiori di ciliegio. La festa tuttavia non finisce al calar del sole ma continua cambiando il suo nome di Yosakura, ovvero ‘la notte del ciliegio’. Questo meraviglioso e fragile albero simboleggia per i giapponesi la rinascita ma anche la caducità della vita.

leggi anche: HIV: modificare i geni potrebbe fermare per sempre la diffusione della malattia

In Giappone tuttavia, alla festa primaverile dei ciliegi in fiore, se ne associa un’altra di stampo più religioso. Mentre con la prima di giapponesi festeggiavano la stagione primaverile in senso generico con l’Haru no Higan restringiamo notevolmente il raggio d’azione.

Con questa espressione infatti viene indicato il periodo di sette giorni vicino all’equinozio di primavera del 21 marzo. Durante questa settimana i giapponesi visitano e ripuliscono le tombe di famiglia, rendono ossequi alle terre appartenute ai loro antenati e i preti recitano delle preghiere speciali in loro onore.

Festa del Qingming

Festa del Qingming

Lasciamo ora il Giappone e facciamo un salto nella bellissima Cina che celebra la primavera con la Festa del Qingming. Pur non coincidendo precisamente con la data occidentale dell’equinozio di marzo, il Qingming – che cade verso la prima decade di aprile – è la festa cinese dell’inizio della primavera.

Chiamata in alcune zone della Cina anche ‘Festa degli Spiriti’, questa ricorrenza ha una forte impronta religiosa e, come per l’Haru no Higan giapponese, è dedicata ai cari defunti. Durante questa festa i cinesi visitano le tombe dei propri familiari scomparsi e, dopo aver estirpato le erbacce, ricoprono i sepolcri con nuova terra fresca, accendono candele e bruciano banconote, tutto in un rigoroso silenzio. Anche le tombe degli eroi della patria vengono visitate dai milioni di cinesi che portano in dono corone o fasci di fiori e rametti di pino.

Quella del Qingming è una festa molto antica che risale alla dinastia Han (206 – 220 d.C.) e che ha raggiunto il suo culmine con le dinastie Ming e Qing (1368-1911); allora era usanza, proprio come oggi, bruciare denaro di carta e offrire agli avi defunti dieci ciotole di cibo.

Col passare del tempo però la festa ha assunto carattere non solo religioso; non è raro infatti che i cinesi scelgano proprio questo periodo, l’inizio della primavera, per organizzare piccole gite o escursioni per godere del primo tiepido sole.