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“La strage degli Innocenti” di Guido Reni in mostra ad Aosta

Guido Reni mostra Aosta
Guido Reni, La strage degli innocenti, (dettaglio) 1611. Pinacoteca Nazionale di Bologna

Dal 12 gennaio al 18 febbraio il Museo Archeologico Regionale di Aosta, ospita un’esposizione dedicata ad un capolavoro assoluto della storia dell’arte italiana: La strage degli Innocenti; magistrale dipinto di Guido Reni (Bologna, 1575-1642), appartenete alle collezioni della Pinacoteca nazionale di Bologna

Il capolavoro manifesto del raffaellismo di Guido Reni

L’opera realizzata dall’artista nel 1611 per la cappella Berò nella Chiesa di San Domenico a Bologna è al centro di un articolato percorso espositivo, arricchito da apparati multimediali, che ne ripercorrono la storia. La pala d’altare mette in evidenza le straordinarie doti pittoriche dell’artista, narrando il drammatico episodio del Vangelo di Matteo con una sorprendente   forza espressiva.

In mostra, per la prima volta, anche una Testa di Madonna attribuita a Raffaello proveniente dalle Gallerie Estensi di Modena. Un’occasione unica per il pubblico per ammirare due opere straordinarie, accostate all’insegna della corrente critica che sostiene l’influenza della pittura di Raffaello nella produzione artistica di Guido Reni.

Guido Reni mostra Aosta
Guido Reni, La strage degli innocenti, 1611. Pinacoteca Nazionale di Bologna

“La Strage degli Innocenti” ricorda il curatore Mario Scalini è con ogni probabilità il dipinto più noto di Guido Reni, divenuto il punto di riferimento più pregnante per la comprensione dell’iter del maestro, che da sempre viene contrapposto alla figura di Caravaggio. Da un punto di vista schiettamente artistico è importante rendersi conto del percorso costruttivo dell’immagine per comprendere meglio i contenuti filtrati dall’artista e voluti dal committente. Innanzi tutto si deve prendere atto del forte richiamo a Raffaello che, intenzionalmente il maestro volle attuare.

Un’esposizione temporanea incentrata su di un singolo capolavoro della storia dell’arte che consente al visitatore di comprendere e approfondire cosa si cela dietro l’immagine”, come affermava Federico Zeri.

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