A Milano “Vite Sommerse”, il ricordo nei lavori di Claudia Strà

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La Galleria STATUTO13 ospita, dal 7 al 20 marzo, l’artista Claudia Strà che torna ad esporre a Milano presentando un progetto molto intimo ed introspettivo incentrato sul tema del ricordo.

Vite Sommerse: un progetto di pitture su tela, acquerelli e installazioni, che rimanda alla memoria e alla figura materna generativa e feconda. Un ricordo che silenziosamente ci lascia accedere a una sorta di avvallamento dell’anima nel nostro  sentire più sommerso.

Vite Sommerse: il tema del ricordo nei lavori di Claudia Strà

All’ingresso della galleria i Silenzi con evidente riferimento al tema artistico/letterario settecentesco del “Sublime”; dove cieli e montagne e spazi infiniti, grandi dirupi e la natura, acque profonde piene di vita fanno da soggetti portanti, come del resto gli spunti  metaforici dei soggetti sono osservati dall’ l’artista e dal fruitore  che osserva tali spettacoli.

Gli acquerelli azzurri conducono il visitatore nella sala più ampia, il secondo spazio dedicato all’itinerario della mostra, dove si incontrano i Campi di lavanda a sera, il tema della notte, del mistero dove la presenza umana risulta solo vagamente ammiccataA seguire, nella seconda sala la Vita sommersa,  zona dedicata alla profondità della terra, che vive, dove due installazioni attirano l’attenzione più che mai: Memoria di Proserpina, una piccola ceramica che rappresenta il grembo di una donna che sa far germogliare allegoricamente le pagine di un libro, che secondo la mitologia faceva fiorire proprio la terra, e Potessi parlarti stasera, un omaggio alla memoria della madre dell’artista, al tema della nostalgia e del ricordo.

Infine nel terzo ambiente, sotto al soppalco, dove si sprofonda lentamente nel tema dell’ Acqua. Nelle opere Sulla soglia, Acquitrino, Acque profonde e infine Estate e  Metamorfosi si nota come Claudia Strà sia totalmente a suo agio e come celi un atteggiamento quasi ludico, disponendo delle tonalità del verde e dell’azzurro con grande spontaneità.

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