Home Arte Enrico Pescantini: un Superman comunista alla conquista della Corea del Nord

Enrico Pescantini: un Superman comunista alla conquista della Corea del Nord

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Enrico Pescantini mostra Milano
Enrico Pescantini, Monument to Party Foundation

La galleria GLI EROICI FURORI arte contemporanea  ospita, dal 23 maggio al 13 giugno, per la prima volta a Milano l’opera di Enrico Pescantini.

A Red Superhero in North Korea, un reportage che trascina in un’avventura fantasmagorica, grazie alla capacità dell’artista bresciano di fondere fantasia e realtà, rendendo protagonisti delle sue opere i personaggi appartenenti all’immaginario di tutti. Una mostra che invita lo spettatore ad addentrarsi con coraggio, ma anche e soprattutto con una prospettiva diversa e leggera, nel Paese più controverso della nostra epoca, la Nord Corea.

Gli scatti di Enrico Pescantini per addentrarsi con coraggio e con una prospettiva diversa e leggera nel Paese più controverso della nostra epoca

Ecco dunque che si compie il suo progetto più ardito, fotografare Superman stesso, il più universale e potente tra i supereroi, mentre si cimenta in una nuova memorabile impresa: visitare il più inaccessibile dei paesi. E lo fa non tramite il Superman che tutti conoscono, ma con un suo “alter ego comunista”, che riesce anche a mostrarci la grandezza e la bellezza della Nord Corea. Sfidando divieti e proibizioni Enrico Pescantinida vita a “A Red Superhero in North Korea”.

La mostra completa una trilogia iniziata nel 2014 con l’esposizione di “Barbie Around the World”, dedicata alla bambola più famosa del mondo e costituita da Barbies originali e opere a lei ispirate. Nell’anno successivo, il 2015, Enrico Pescantini ha letteralmente cercato di scrutare la vita fuori dal set dei protagonisti di Star Wars, catapultando questi ultimi in una tipica situazione vacanziera.

Ora, in un momento storico determinato talvolta dalle altalene umorali di alcuni capi di stato, il simpatico e vigoroso Red Superhero è pronto a tenere alti gli ideali rivoluzionari e a metterli in pratica sfidando divieti e norme oppressive, sventolando al suo fianco una rossa bandiera comunista. Pescantini come fotografo viaggia in questo modo tra la dimensione reale e quella immaginaria, tra il vero e l’apparenza, il reale e l’ideale, con nobile e aitante ironia.

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