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La Private Collection di Nanda Vigo al Museo di San Fedele

Nanda Vigo private Collection Milano
Lucio Fontana, Concetto spaziale, 1961

Il Museo San Fedele Itinerari di arte e fede di Milano inaugura alcune nuove sale espositive del museo, ricavate nelle splendide e suggestive volte seicentesche che sostengono la sacrestia della chiesa di San Fedele e adiacenti alla cripta che già contiene la Via Crucis di Lucio Fontana, oltre che opere di Jannis Kounellis e di Lawrence Carroll.

Da venerdì 8 giugno i visitatori del museo potranno ammirare le  opere del Gruppo Zero e di Cooperarte, una private collection comprende una serie di opere raccolte dall’artista, designer e architetto Nanda Vigo nel corso della sua vita.

Un centinaio di pezzi tra i lavori di Lucio FontanaHeinz MackPiero Manzoni,Christian MegertJan SchoonhovenGünther UeckerVincenzo AgnettiGianni ColomboCarla AccardiOtto PieneMimmo RotellaJan FabreGiò PomodoroChristo.

Private Collection: il mondo di Nanda Vigo  un unicum che ci fa comprendere una fase rivoluzionaria dell’arte

Le opere fanno emergere gli intrecci personali e lavorativi di Nanda Vigo, soprattutto le amicizie che hanno dato vita a una delle stagioni artistiche più importanti del dopoguerra. Artisti che si scambiano le opere, che le lasciano in ringraziamento per mostre organizzate dalla Vigo stessa, che con un moto spontaneo hanno così creato insieme un unicum che ci fa comprendere una fase rivoluzionaria dell’arte.

Una raccolta che non è solo di Nanda Vigo, ma che rappresenta il mondo di Nanda Vigo e un’atmosfera dove l’arte era al centro del pensiero di coloro che all’epoca erano i suoi giovani protagonisti. Nella Milano che vive anni culturalmente fecondi, Vigo sceglie l’Europa che si interroga sulle proprie macerie e sperimenta nuovi modi di guardare e di vedere. È in sintonia con quel gruppo di artisti legati da vincoli di amicizia e sentimento comune dell’arte, che prende il nome di Gruppo Zero, specialmente tedeschi e olandesi che vivono il desiderio di “ripartire da zero”, contro inutili convenzioni e accademismi.

Grazie a Nanda Vigo, il Museo San Fedele riceve la straordinaria testimonianza di un’epoca attraversata da ricerche, da sperimentazioni che conservano ancora oggi tutta la loro attualità. Tutte sottendono una profonda tensione personale, un desiderio di andare alle origini del rapporto con il mondo, in un azzeramento di quanto ci può ostacolare in questa ricerca. In questo senso, le nuove sale costituiscono una tappa fondamentale del museo, collegandosi non solo alle ricerche compiute dalla Galleria San Fedele in quegli anni, ma ponendosi come punto di riferimento per tutto il percorso museale, mostrando quanto di più profondo fa affiorare l’indagine estetica.

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