La pittura Analitica di Pino Pinelli a Palazzo Reale di Milano

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Dal 10 luglio al 16 settembre, Palazzo Reale di Milano ospita una mostra antologica dedicata a Pino Pinelli (Catania, 1938), la prima volta di un maestro della Pittura Analitica in questa prestigiosa sede espositiva.

La rassegna, dal titolo PINO PINELLI. Pittura oltre il limite, curata da Francesco Tedeschi, promossa dal Comune di Milano – Cultura, Palazzo Reale e da Gallerie d’Italia, in collaborazione con l’Archivio Pino Pinelli, ripercorre, attraverso oltre 40 opere, più di cinquant’anni di lavoro di uno dei protagonisti dell’arte contemporanea. Il percorso espositivo prosegue alle Gallerie d’Italia di Piazza della Scala e al Museo del ‘900.

Pino Pinelli: Monocromia, superamento della forma-quadro, colore e disseminazione

Autore affermato a livello internazionale, dagli anni settanta del secolo scorso, Pino Pinelli è protagonista di un genere di pittura che si definisce attraverso il ricorso alla monocromia, il superamento della forma-quadro, il valore sensibile del colore e della disseminazione.

A partire dagli anni sessanta in Italia si assiste alla nascita di una vera e propria rivoluzione stilistica attraverso la quale gli artisti cominciarono ad avvertire il limite del quadro, inteso come insieme di tela e cornice. La svolta analitica di Pino Pinelli, avvenuta a metà degli anni settanta, risente di questa particolare stagione, e lo porta a creare un lavoro che destruttura il quadro attraverso la divisione di un perimetro in elementi angolari che vanno a definire il vuoto della parete interno come “il rettangolo tagliato” del 1976.

Da allora, il campo di attenzione si sposta all’intera superficie e allo spazio nel suo complesso. Nascono così le prime “disseminazioni”, in cui i diversi elementi di una pittura concepita come relazione di parti disegnano e modificano lo spazio.

PINO PINELLI. Pittura oltre il limite

Le otto sale di Palazzo Reale rileggono le diverse fasi e stagioni del suo lavoro, in cui le disseminazioni più libere e quelle più concentrate si alternano e si rispecchiano, in rapporto a un percorso sempre rinnovato.

L’antologica si sviluppa anche alle Gallerie d’Italia, dove in mostra si trova I cinque movimenti (2018), una nuova e inedita monumentale installazione realizzata all’interno della Sala XVI, uno spazio da qualche anno dedicato ad approfondimenti sul contemporaneo.

L’esposizione si compone della disseminazione di un centinaio di elementi materici creati con l’uso del colore rosso, dal particolare timbro cromatico (risultante di 5 rossi diversi) che rappresenta la cifra stilistica di Pinelli, scanditi dalla diffusione del brano di J. S. Bach, Preludio in Do Maggiore PWV 846, scelto dallo stesso artista per accompagnare la fruizione della sua opera, che illustra l’alternanza dei cinque movimenti musicali: il ritmo grave, l’andante e il mosso, fino al brio e all’adagio.

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