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Unicità e serialità: Massimo De Carlo alla Triennale

Triennale Milano mostra Massimo De Carlo
Unico e ripetibile. Arte e industria nelle collezioni di Massimo De Carlo

La Triennale di Milano ospita la mostra Unico e ripetibile. Arte e industria nelle collezioni di Massimo De Carlo. Dal 12 settembre al 7 ottobre tre nuclei tematici che  identificano un percorso unico nella storia della cultura del Novecento e contribuiscono a individuare nuove relazioni tra le discipline e i sistemi di produzione di artisti e designer.

Le ceramiche prodotte a Weimar negli anni precedenti alla Seconda Guerra Mondiale, i ricami di lettere di Alighiero Boetti, i manifesti (dagli anni ’60 agli anni ’90) del grafico, designer e educatore italiano AG Fronzoni raccontano i recenti movimenti dell’arte e del gusto nei confronti dell’industria e viceversa, invitando a interrogarsi sul significato di unicità e sul concetto stesso di collezione.

Prodotto in serie, tecniche artigianali, tipografia e colore: le collezioni di Massimo De Carlo

Le ceramiche di Weimar, che Massimo De Carlo colleziona da oltre 20 anni, sono un’espressione straordinaria del prodotto in serie, nate con il movimento Bauhaus sotto la prima repubblica di Weimar. Decorati utilizzando stencil e pittura a spruzzo, questi oggetti sono il risultato dell’incontro tra Art Déco e applicazione meccanica e hanno costituito un primo esempio storico di prodotto con decorazioni geometriche e astratte per la distribuzione di massa.

I celebri ricami di Alighiero Boetti uniscono le antiche tecniche artigianali della lavorazione della stoffa a una riflessione sull’autorialità. Queste opere furono infatti realizzate delegando la produzione ad artigiani afgani e sono diventate un simbolo della riflessione di Boetti sulla vita e sull’arte. Le opere presenti in mostra sono una selezione della ben più ampia collezione del gallerista, iniziata 30 anni fa.

I manifesti di AG Fronzoni, realizzati per promuovere esposizioni, incontri culturali, appuntamenti politici, sono caratterizzati dal rapporto di tensione dinamica tra pieno e vuoto e da un uso unico del carattere tipografico e del colore. Le grafiche impeccabili e affilate di Fronzoni rispecchiano la sua affascinante filosofia, secondo la quale il superfluo, l’eccedente, il ridondante è uno spreco in senso estetico, morale ed etico.

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