I plexiglas di Marco Gastini in mostra a Milano

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Una piccola e sorprendente antologia di lavori accuratamente scelti: è così che si presenta la personale “Disegnare sul vuoto. I plexiglas di Marco Gastini” a cura di Marco Meneguzzo.

La mostra, dal 19 ottobre al 30 novembre alla galleria Progettoarte-Elm di Milano, raccoglie una significativa selezione della produzione dell’artista torinese. Opere  realizzate  su supporto trasparente, un corpus che guarda a questo speciale modo di concepire il materiale da parte di Marco Gastini, non solo come a un geniale artificio analitico e concettuale, ma come a uno strumento espressivo più ampio, adatto anche ad azioni più emotive e a segni più espressionisti.

Disegnare sul vuoto. I plexiglas di Marco Gastini

Circa venti lavori appartenenti a vari periodi della sua carriera, che ricostruiscono il percorso artistico e personale Gastini.  L’uso del plexiglas come superficie su cui porre i propri segni minimi risale ai primissimi anni Settanta, ma  è stato da utilizzato anche nei decenni successivi.

Se, infatti, l’idea di cancellare il supporto in favore del segno può apparire in linea con lo spirito del tempo dei Settanta, negli anni Ottanta e Novanta, più inclini all’espressione pittorica, questa attitudine può sembrare lontana dai soggetti e dai modi di quel periodo: Gastini invece ha perseguito questo filone di ricerca anche in anni non sospetti, accentuando così questo suo “marchio di fabbrica”, ben oltre l’analiticità tipica degli anni Settanta.

“In altre parole – scrive il curatore Marco Meneguzzo –, questa ricerca appare non tanto legata a un’epoca storica in cui il supporto non tradizionale poteva costituire una giustificazione per l’atto pittorico, per quanto ridotto ai minimi termini – a punti, a graffi, a macchie, per quanto riguarda Gastini – ma all’intera attività personale e individuale dell’artista, tanto da essere usata e sfruttata spesso nei decenni successivi e in contesti pittorici ben più ricchi, articolati e persino narrativi”

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