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A Palazzo Morando la mostra Milano e il Cinema

Milano e il Cinema mostra Milano
© Archivi Farabola | Comparse che interpretano degli spazzini fotografate in Piazza del Duomo durante la lavorazione di una scena del film Miracolo a Milano di Vittorio De Sica, 1951

Dall’8 novembre al 10 febbraio, le sale di Palazzo Morando | Costume Moda Immagine di Milano ospitano Milano e il Cinema, una mostra che indaga il rapporto tra il capoluogo lombardo e il mondo della settima arte.

L’esposizione raccoglie fotografie, manifesti, locandine, contributi video e memorabilia in grado di ripercorrere un secolo di storia del cinema a Milano, dalle prime sperimentazioni degli anni Dieci all’epoca d’oro degli anni sessanta, fino alle produzioni più recenti con la nascita di un genere-commedia tutto milanese che ha visto affermarsi artisti quali Renato Pozzetto, Adriano Celentano, Diego Abatantuono, Aldo, Giovanni e Giacomo, e molti altri.

Milano e il Cinema: la lunga storia d’amore tra il capoluogo lombardo e il mondo della settima arte

Storicamente, prima che il regime fascista concentrasse le grandi produzioni cinematografiche nelle nuove strutture romane di Cinecittà, Milano ha rappresentato il centro nevralgico delle prime sperimentazioni cinematografiche in Italia, luogo di fiorente innovazione, creatività e capitale della nascente industria filmica. Negli anni Trenta, la costruzione dei teatri di posa capitolini e il conseguente trasferimento nella Capitale delle attività produttive provocarono una perdita di centralità del capoluogo lombardo all’interno della produzione cinematografica.

Occorre aspettare gli anni Cinquanta-Sessanta perché Milano si trasformi lentamente in set di innumerevoli pellicole che cercavano di cogliere nei cambiamenti repentini della città l’essenza stessa della modernità. Da Miracolo a Milano a Rocco e i suoi fratelli, da La Notte a Il posto, si contarono a decine le produzioni che immortalarono le atmosfere cittadine e catturarono l’incanto e le contraddizioni di una metropoli che evolveva a ritmi vertiginosi.

Nonostante avesse perso il primato produttivo, agli inizi degli anni Sessanta, Milano seppe convertirsi nel luogo ideale dove sviluppare due nuovi filoni cinematografici: quello pubblicitario, che avrà la sua più clamorosa espressione in Carosello e quello industriale, che vedrà protagoniste aziende del calibro di Pirelli, Breda, Campari, Edison tra le altre, teso a valorizzare le realtà imprenditoriali attraverso lo sfruttamento del linguaggio cinematografico. Dopo la stagione dei poliziotteschi degli anni Settanta, che proprio nel capoluogo lombardo troveranno il set ideale, gli ultimi decenni vedranno proliferare la commedia in salsa meneghina con protagoniste figure entrate di diritto nell’immaginario di tutti.

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