Franco Cardinali in mostra a Milano a 30 anni dalla scomparsa

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Palazzo Giureconsulti ospita, dal 11 gennaio al 14 febbraio, la mostra Franco Cardinali. Inquietudine necessaria, un omaggio al grande artista ligure che Milano fa a trent’anni dalla mostra postuma che gli dedicò l’Accademia di Brera dopo la sua morte.

In mostra oltre cinquanta lavori che offrono una panoramica sulla produzione dell’artista, formatosi nell’ambiente parigino di Montparnasse nell’ambito dell’École de Paris, l’ampio gruppo di artisti e intellettuali che operarono a Parigi tra le due guerre.

Franco Cardinali. Inquietudine necessaria 

Cardinali risente inizialmente di influenze picassiane e modiglianesche, come rivela l’olio su tela Enfant au jardin (1955) dalle forme primitive, per evolvere verso l’informale e le correnti sperimentali degli anni Settanta. L’artista, in continua ricerca di nuove tecniche e forme espressive, vive e condivide intensamente i fermenti artistici con gli spiriti più originali della sua epoca, seguendo poi un percorso individuale con esiti assolutamente unici e peculiari.

Cardinali attraversa la corrente figurativa, interpretata con toni e linee forti, per arrivare ad una pittura astratta e materica ispirata al mondo naturale, composta da ambienti, animali ed elementi simbolici della realtà e della sua fantasia. L’arte di Franco Cardinali è permeata di questa inquietudine necessaria, come rivela il titolo della mostra: nelle sue opere si legge infatti un’insoddisfazione personale e artistica che si evince nel tratteggio profondo e nei paesaggi inquieti.

Per esprimere “il suo bisogno di assoluta e libera autodeterminazione, afferma Raffella Resch curatrice della mostra, in qualunque tempo e rispetto a qualsiasi contesto; una libertà percepita come necessità furiosa di seguire l’ispirazione del momento, perché l’arte secondo Cardinali, per essere autentica e personale, non è altro che confronto interiore con i propri fantasmi”.

L’arte per Franco Cardinali è una riflessione costante, un’evoluzione permanente, un’introspezione continua, un lavoro senza fine per perfezionare la propria tecnica pittorica e il proprio messaggio. Impasta colori tradizionali ad olio con materiali terrosi e argillosi per creare superfici spesse, composite, vissute, che rivelano anche un contatto con la natura intenso e profondo. La materia pittorica scava oltre la dimensione esterna, va al di là della tela, e ci restituisce il mondo esplorato da Cardinali, in quel sottile ed effimero equilibrio tra arte e vita.

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