Home Arte Gli enigmi visivi di Maurizio Cannavacciuolo a Milano

Gli enigmi visivi di Maurizio Cannavacciuolo a Milano

39
Maurizio Cannavacciuolo mostra Milano
Maurizio Cannavacciuolo, Menina do Rio, calor que provoca arrepio, 2018

Dal 24 gennaio al 23 febbraio 2019, la Galleria Giovanni Bonelli di Milano ospita la mostra personale  di Maurizio Cannavacciuolo.
La mostra, curata da Michele Bonuomo, si sviluppa in due sedi, in collaborazione con la Galleria Pack,  e presenta una selezione di opere realizzate negli ultimi anni unitamente a un corpus di lavori appositamente concepito per questo appuntamento.

Maurizio Cannavacciuolo: opere degli ultimi anni e inedite nella doppia sede di Galleria Giovanni Bonelli e Galleria Pack

Nella prima sede, la Galleria Giovanni Bonelli, trovano posto una decina di opere di grandi dimensioni (fino a due metri per due) prodotte dall’artista napoletano nell’arco degli ultimi quattro anni, mentre la galleria PACK ospita tre opere di grandi dimensioni (una tela di due metri per dieci e due di due metri per tre) realizzate da Maurizio Cannavacciuolo con l’uso esclusivo dei due colori bianco e nero.

Circondato da un’aura di esoterismo, Cannavacciuolo costruisce da sempre opere, prevalentemente a olio su tela, estremamente elaborate, in cui la fitta trama dello sfondo nasconde successivi livelli di narrazione. Machine à penser o enigma sono le definizioni più utilizzate per queste opere al contempo immediate eppure difficilissime da interpretare, che richiedono tempo e pazienza per esser lette in ogni dettaglio. I riferimenti iconografici spaziano dalle anfore greche, ai bassorilievi egizi fino alle stilizzazioni da cartoon, con alcuni elementi ricorrenti, come gli insetti, le rane, le rappresentazioni di corpi come studi di anatomia e l’autoritratto dell’artista.

Non trascurabile, in tutta la produzione di Cannavacciuolo è la componente di ironia che l’artista infonde nei suoi lavori disseminandoli di inganni visivi e associazioni incongrue. Gli improbabili accostamenti di trame e soggetti contribuiscono a realizzare l’impalcatura di una enigmistica complessa che lo spettatore si trova ad analizzare, ammaliato dall’impatto visivo così incisivo, netto e accattivante delle tele realizzate con inappuntabile precisione.

Leggi anche: La ricerca sui materiali di Vesna Pavan a Milano