il mondo post apocalittico di Francesco Viscuso a Roma

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Nero Gallery ospita a Roma, dal 2 febbraio al 9 marzo, Reperti del Futuro mostra personale di Francesco Viscuso.

Idoli, divinità antiche e testimonianze della corruzione del mondo

In un futuro ipotetico e non così remoto, la fine del mondo è già avvenuta e pochi sono i sopravvissuti. Siamo noi i superstiti in questa realtà post-apocalittica e siamo alla ricerca degli amabili resti di quel passato andato irrimediabilmente perduto, della vera essenza di quel mondo ormai caduto, la cui storia è divenuta leggenda.

L’unica speranza di salvare la memoria di ciò che è stato e di scoprire cosa abbia portato alla sua fine è racchiusa in una piccola stanza, rimasta intatta e celata per molto tempo sotto le macerie del vecchio mondo, la quale custodisce i reperti di questa civiltà scomparsa. Si tratta di una wunderkammer, appartenuta ad un illustre antropologo e collezionista d’arte che ha dedicato la sua vita a raccogliere e studiare rarità, bizzarrie della natura e dell’uomo, oggetti straordinari e curiosità scientifiche: Sir Francesco Viscuso.

Osservando con attenzione le mirabilia custodite nella sua camera, possiamo carpire segreti sepolti per anni, ricostruire una parte della cultura e del misticismo dei popoli che ci hanno preceduto, ma troviamo anche le tracce dell’impatto devastante dell’uomo sulla natura e del cattivo uso che ha fatto della scienza. Idoli e divinità anticamente venerate dividono la stanza con le testimonianze della corruzione del mondo.

Francesco Viscoso: trenta collage in bilico tra un passato mistico e un futuro inquietante

La mostra Reperti del futuro proietta il visitatore in questo mondo post-apocalittico, testimone di un passato scomparso per sempre e ormai frammentato, con la precisa responsabilità di conservarne la memoria, per far sì che gli stessi errori non vengano ripetuti ancora.

L’artista catanese Francesco Viscuso raccoglie trenta collage, realizzati attraverso il recupero di immagini tratte da vecchi ritagli di giornali, pubblicità, riviste. Ogni collage è un reperto attraverso cui i visitatori possono immergersi a pieno nell’immaginario ibrido, bizzarro ed onirico dell’artista, sempre in bilico tra un passato mistico e un futuro inquietante, tra il mondo reale e naturale e quello visionario e caotico all’indomani dell’apocalisse.

Leggi anche: Le installazioni olografiche di Dora Tass a Roma

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