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Roy Lichtenstein. Multiple Vision, la pop art americana al MUDEC

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Roy Lichtenstein mosrea MUDEC Milano
Roy Lichtenstein, Sunrise, 1965

Il MUDEC ospita, dal 1 maggio all’8 settembre, un grande maestro americano e una delle figure più importanti nell’arte del ventesimo secolo: Roy Lichtenstein, che approda al Museo delle Culture di Milano con la mostra Roy Lichtenstein. Multiple Visions.

Un’arte sofisticata, riconoscibile al primo sguardo e apparentemente facile da comprendere, che ha affascinato fin dai primi anni eroici della pop art generazioni di creativi, dalla pittura alla pubblicità, dalla fotografia al design e alla moda e il potere seduttivo che essa esercita sulla cultura visiva contemporanea è ancora molto forte.

Roy Lichtenstein, elementi di culture diverse rielaborati attraverso le lenti della pop art americana

In mostra circa 100 opere tra primis di grande formato, sculture, arazzi, un’ampia selezione di editions provenienti da prestigiosi musei, istituzioni e collezioni private europee e americane, oltre a video e fotografie. La mostra Roy Lichtenstein. Multiple Visions è curata da Gianni Mercurio e promossa dal Comune di Milano-Cultura e da 24 ORE CulturaGruppo 24 ORE.

La mostra sottolinea, attraverso una panoramica sui temi e i generi dell’arte di Roy Lichtenstein, come gli elementi di diverse culture confluiscano nel lavoro di decostruzione e ricostruzione dell’immagine dell’artista amicano che le rielabora in chiave pop con il suo linguaggio personalissimo. Dalla storia della nascita degli Stati Uniti all’epopea del Far West, dai vernacoli e le espressioni artistiche etnografiche degli indiani d’America alla cultura pop esplosa in seguito all’espansione dell’economia mondiale del secondo dopoguerra, dalla cultura artistica europea delle avanguardie allo spirito contemplativo dei paesaggi orientali.

La riproduzione meccanica come fonte di ispirazione nelle stampe di Roy Lichtenstein

La fascinazione per la forma stampata, cioè la riproduzione meccanica come fonte di ispirazione, che è alla base del lavoro di Roy Lichtenstein e che nella sua pittura viene attuata in un percorso che parte da una copia che viene trasformata in un originale, viene presentata in questa mostra nel suo processo inverso: da un’idea originale a una copia moltiplicata.

Una ricerca che l’artista condusse nel corso di tutta la sua carriera attraverso la stampa e la manifattura, realizzando lavori pensati ad hoc (la realizzazione di una stampa o di una scultura partiva da disegni e studi preparatori, come per i dipinti) e impiegando tecniche e materiali innovativi; una pratica che diventa una forma di espressione artistica e un’estensione della sua visione estetica, costruita metodicamente da Lichtenstein in parallelo alla pittura e di cui la mostra presenta l’evoluzione a partire dai primi lavori degli anni Cinquanta.

La mostra è organizzata attraverso un percorso tematico, evidenziando l’evoluzione nel lavoro di Lichtenstein rispetto alla riproducibilità meccanica dell’opera d’arte, di cui è stato forse il più sofisticato interprete, ma illustrandone allo stesso tempo le sue diverse interpretazioni e rappresentazioni formali rispetto ai soggetti trattati: visioniche procedono concostanti riferimenti trans-storici aimutamenti dei linguaggi artistici

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