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Da Robert Rauschenberg a Juan Muñoz, la collezione IVAM di Valencia al MAXXI

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Juan Muñoz mostra Roma MAXXI
Al norte della tormenta. Da Robert Rauschenberg a Juan Muñoz, i capolavori della collezione IVAM di Valencia

Antoni Tàpies, Robert Rauschenberg, Bruce Nauman, Eduardo Chillida, Tony Cragg, Pedro Cabrita Reis, Richard Tuttle, Cristina Iglesias, Eulalia Valldosera questi, alcuni dei protagonisti di AL NORTE DE LA TORMENTA. Da Robert Rauschenberg a Juan Muñoz, I capolavori della collezione IVAM di Valencia, a curadi Hou Hanru con Chiara Bertini, in mostra al MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo dal 22 maggio all’8 settembre 2019.

I capolavori della collezione IVAM di Valencia al MAXXI di Roma grazie al programma Expanding The Horizon

La mostra fa parte di Expanding The Horizon, il programma del MAXXI dedicato allo sviluppo di una rete di collaborazioni internazionali tra il museo e altre istituzioni culturali, collezioni pubbliche e private.

In questa occasione sono esposti al MAXXI alcuni capolavori storici dell’arte spagnola e internazionale della collezione dell’IVAM, Institut Valencià d’Art Modern, uno dei più importanti musei d’arte contemporanea della Spagna. Nel 2020, un focus sulla collezione del MAXXI sarà ospitato nelle sale dell’IVAM.

La collezione dell’ IVAM, sin dalla sua fondazione nel 1985, ha raccolto nel tempo un patrimonio artistico invidiabile che combina arte moderna e contemporanea, globale e locale, da diverse geografie e contesti culturali: spagnolo, europeo, latino americano, nord americano.

AL NORTE DE LA TORMENTA. Da Robert Rauschenberg a Juan Muñoz

La mostra prende il nome da un’opera del 1986 del celebre artista spagnolo Juan Muñoz, Al norte de la tormenta. Enigmatica e insolita, questa grande scultura in ferro di forma circolare assomiglia a un astrolabio, da cui spuntano però coltelli, portoni, ringhiere e altri elementi tipici della ricerca degli esordi dell’artista madrileno.

Il risultato è un effetto straniante, un universo misterioso in cui tutte le cose sono intrecciate tra loro in una tormenta di idee e pensieri. L’opera accoglie il pubblico, insieme a un’altra scultura di Juan Muñoz, Senza titolo (1998), della Collezione MAXXI, a sottolineare il dialogo tra le due istituzioni. Questa seconda scultura in bronzo rappresenta una figura sorridente dalla fisionomia asiatica, che sembra quasi intenta a ricercare un dialogo e l’interazione con lo spettatore.

L’esposizione si accorda a una delle linee narrative centrali nel lavoro di Muñoz, secondo il quale il pubblico deve essere accompagnato e trasportato, attraverso le sue opere, in un mondo illusorio e visionario, dove la distinzione fra realtà e finzione è ambigua e spesso indefinibile. Le opere sono state quindi selezionate ispirandosi alla tensione, peculiare di una certa cultura spagnola, tra una dimensione più aperta, luminosa, ironica e un’altra più intimistica, misteriosa, buia.

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