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Le sculture tattili di Publia Cruciani in mostra a Roma

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Publia Cruciani mostra Roma
Opera di Publia Cruciani

A Roma dal 29 maggio al 10 settembre, presso la Cappella Orsini, la mostra personale Fatti e ritratti di Publia Cruciani a cura di Francesca Perti.

In mostra sculture tattili realizzate con diversi materiali, legno, ferro, plastica e scarti industriali, che ritraggono e generano mondi dai quali si affacciano curiosi Leonardo, Boccaccio, Oscar Wilde, Lucida Mansi con il vestito di ceramica preziosa, re e regine dell’Africa, musicisti pop, scrittrici francesi.

Publia Cruciani, Fatti e ritratti. Mondi dai quali si affacciano curiosi diversi personaggi

I materiali usati, il legno, il ferro, la plastica e gli scarti industriali, diventano tessere di un mosaico cosmatesco, ridotti ai minimi termini e restituiti ai loro archetipi. Sono i segni di cui Publia Cruciani ha bisogno per mostrare la genesi ideale della complessità delle cose attraverso la combinazione di questi elementi.

Cruciani costruisce sculture tattili, stravolge immaginari classici e compone il suo personale teatro, dove gioco e ironia si trasformano in occasione di profonda riflessione. L’artista ci impone di vedere oltre le convenzioni per scardinare pregiudizi. Il capovolgimento dei riferimenti diventa uno strumento raffinato per farci compiere il viaggio al cuore delle cose, offrendoci una via estetica all’esperienza della vita.

Si tratta di Mondi dai quali si affacciano curiosi diversi personaggi;  Leonardo, Boccaccio, Oscar Wilde, Lucida Mansi con il vestito di ceramica preziosa, re e regine dell’Africa, musicisti pop, scrittrici francesi. L’artista romana ce li presenta uno a uno, racconta la loro storia con un linguaggio teso ed elegante, a volte sintetico, a volte puramente immaginifico.

Sono apparizioni che ci colgono all’improvviso e non possiamo che lasciarci soggiogare dalla loro forza vitale e irreverente. Siamo avvolti da una magia silenziosa che ci apre mondi fatti di stupore e meraviglia. Cruciani ci invita a frugare nella nostra memoria, come dei bambini in una soffitta, e a fantasticare, ad abbandonarci al gioco e così facendo ci emancipa e libera. Le sculture sembrano dirci di abbandonare il peso e concederci al piacere del vivere.

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