Playing for Keeps, l’America vista dalla donna contemporanea

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Enlarge Your Memories (EYM) e Micamera presentano presso gli spazi di Micamera a Milano, fino al 29 giugno, Playing for Keeps, una mostra fotografica di Molly Matalon e Caroline Tompkins. Curata da Jamie Allan Shaw, l’esposizione presenta il punto di vista della donna contemporanea sull’americanità, prendendo le distanze dalla tipica rappresentazione romanticizzata.

Veicolata da una lettura solitamente maschile e più vecchia, la fotografia che guarda al paesaggio americano ha la tendenza a cadere in una rappresentazione stereotipata: automobili, valori familiari, grandi spazi aperti. Oggi, nel 2019, le nostre idee su “Come vivono gli americani” (da How America Lives, titolo di una rubrica lanciata nel 1940 dalla rivista Ladies’ Home Journal, ndt) sono evolute e hanno accolto modelli diversi,  grazie a una efficace azione culturale, politica e artistica passata anche attraverso serie televisive come Mad Men, artiste come Deana Lawson e attiviste come Alexandria Ocasio-Cortez.

Playing for Keeps, Molly Matalon e Caroline Tompkins colgono nei loro scatti la vita americana

Molly Matalon (USA, 1991) rivolge lo sguardo alla dimensione casalinga offrendo la propria interpretazione della vita domestica. Cosa succede dietro le porte chiuse? Un racconto in antitesi con il “Ladies’ Home journal“. Ritratti di ospiti, nature morte cariche di significato, sguardi dalla finestra, ecco l’americanità secondo Matalon. Seducente e rivendicativa, intrisa di una palpabile tensione erotica.

Attraverso una serie di immagini che omaggiano Eggleston, Arbus e Outerbridge Jr, Matalon intende sovvertire la tradizionale posizione femminile, assumendo il diritto a esercitare la propria libertà, mettendo in atto dinamiche di potere che solitamente sono riservate agli uomini, sia in genere che nel contesto prettamente fotografico.

Caroline Tompkins (USA, 1992) veicola l’ebbrezza degli spazi aperti. A testa alta, libera e veloce, audace e perfino sfacciata, sale fino al punto più alto, si avvicina pericolosamente al fuoco, si inginocchia nel paesaggio. Influenzata dal lavoro di Stacy Kranitz e Maude Schuyler Clay, Tompkins ci permette di denunciare gli stereotipi di genere e ci mostra come le ragazze possono essere sé stesse.

Il suo lavoro rivendica la rappresentazione del paesaggio americano, identificato oggi da una lettura pseudo-maschile; dimostra alle generazioni precedenti che in questo non c’è alcun motivo di disapprovazione e che non esistono buoni motivi per cui una donna dovrebbe restare chiusa in casa.

Insieme propongono una lettura nuova dell’americanità, lontana dalla visione romanticizzata che conosciamo. Caratterizzata da un certo umorismo, questa rappresentazione porta con sé nuove istanze: le dinamiche di potere, il diritto all’affermazione di sé, la sessualità. Temi che compongono infine una visione più accurata del paesaggio americano contemporaneo.

Leggi anche: Microcosmi tridimensionali e rinascita etica, a Milano la mostra Post atomic springtime

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