Artemisia Gentileschi al Museo Diocesano di Milano

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Per la prima volta dalla sua nascita nel 2001, la manifestazione il Capolavoro per Milano del Museo Diocesano ospita un’opera realizzata da un’artista donna: Artemisia Gentileschi.

Esposta, dal 29 ottobre 2019 al 26 gennaio, presso il Museo Diocesano Carlo Maria Martini, l’opera Adorazione dei Magi, uno dei dipinti più significativi della carriera di Artemisia, fa parte di un ciclo decorativo realizzato per la cattedrale di Pozzuoli fra il 1636 e il 1637.

L’Adorazione dei Magi di Artemisia Gentileschi, la sua prima importante commissione pubblica e il massimo riconoscimento della sua carriera

Artemisia Gentileschi, arrivata da poco a Napoli, fu immediatamente incaricata dell’esecuzione di due opere: il dipinto l’Annunciazione, oggi a Capodimonte, e, appunto, la pala d’altare L’Adorazione dei Magi. Oltre a essere la sua prima importante commissione pubblica, questa rappresenta anche il massimo riconoscimento della sua carriera.

In questo dipinto Artemisia elabora la lezione caravaggesca alla luce dei nuovi contatti con gli artisti napoletani: la sua predilezione per una gamma cromatica essenziale, risolta sulle variazioni dei toni marroni, rossi, blu e gialli si associa alla straordinaria attenzione per la verità delle cose, come si nota, ad esempio, nello splendido oggetto d’argento portato dal re mago in ginocchio e ad una attenta e scenografica resa degli effetti luce-ombra.

La figura della Vergine è descritta con grande dignità, mentre con dolcezza porge il bambino alla venerazione dei Magi, sotto gli occhi di San Giuseppe che, secondo la tradizione iconografica dell’episodio evangelico, resta defilato sullo sfondo. La composizione è dominata dalle imponenti figure dei Magi in primo piano, riccamente abbigliati, e alla moda con manti di stoffe preziose. La solennità dell’evento epifanico e dei gesti di riverenza e rispetto dei Magi si coniugano all’atmosfera di affettuosa intimità che si crea grazie ad un sapiente gioco di sguardi.

La cattedrale di Pozzuoli subì danni ingenti nel corso di un incendio del 1964 che causò il deterioramento parziale di alcune tele del ciclo: nell’Adorazione dei Magi di Artemisia purtroppo, si danneggiò irrimediabilmente la parte superiore del dipinto e in particolare il volto del mago moro, che oggi appare come assorbito nella preparazione bruna della tela.

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