Underfoot, la personale di Rebecca Ackroyd a Milano

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La Fondazione Pomodoro, con la mostra Underfoot di Rebecca Ackroyd (1987, UK) ospita il terzo e ultimo appuntamento del 2019, il dodicesimo dalla sua ideazione,  di PROJECT ROOM, il ciclo espositivo che approfondisce la ricerca e la produzione di artisti under 40 che indagano in modo innovativo la scultura.

Nel corso dell’ultimo anno la guest curator Cloé Perrone ha scelto il lavoro di Sophia al-Maria, Caroline Mesquita e Rebecca Ackroyd, tre giovani artiste internazionali che, all’interno di una pratica multidisciplinare, utilizzano la scultura espandendone la definizione stessa.

Rebecca Ackroyd, Underfoot: un mondo post-apocalittico che proietta il visitatore in un’ipotesi di futuro

Protagonista dell’appuntamento conclusivo del 2019, dal 3 dicembre al 31 gennaio presso gli spazi della Fondazione, con Underfoot, la sua prima mostra personale in Italia, Rebecca Ackroyd mette in scena un mondo post-apocalittico che proietta il visitatore in un’ipotesi di futuro. Il lavoro dell’artista è caratterizzato dalla ricostruzione di spazi degradati, pervasi da atmosfere reali, tesi ad accrescere la consapevolezza della brutalità dell’ambiente urbano e la coscienza del tema dell’abbandono.

In un momento in cui un’incombente crisi climatica minaccia la vita sulla Terra, l’artista ha deciso di esporre all’interno di una serra, struttura normalmente utilizzata per la coltivazione, una grande installazione site-specific che occupa l’intero spazio della Fondazione, e una serie di disegni e sculture tutti di nuova produzione, creando un luogo avvolgente, sospeso tra sogno e realtà.

Circondate da un clima malinconico, le strutture architettoniche dell’artista incarnano una sorta di sentimento primordiale che genera nell’osservatore un senso di impotenza e lo spinge a interrogarsi sul suo ruolo nella società. Con Underfoot, l’attenzione di Rebecca Ackroyd si concentra su una definizione ibrida di casa, capace di riflettere diversi paradossi della società contemporanea e di avviare una profonda riflessione su temi universali come l’identità nazionale, il senso di appartenenza e i processi di crescita.

Leggi anche: La prima personale italiana di Simone Forti a Milano

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