Action Reaction, il progetto di Alessio Bolzoni dedicato alla rinascita di Milano

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Nei giorni del lento ritorno alla normalità, 26 immagini di grande formato spuntano in alcuni luoghi simbolo di Milano. Così Alessio Bolzoni presenta Action ReactionBillboard Project, un progetto di arte pubblica, curato da Teresa Macrì, dedicato alla città di Milano e ai milanesi che in questo momento storico eccezionale cercano di ricostituirsi e riorganizzarsi.

Alessio Bolzoni milano
Alessio Bolzoni, Matthew, 2018

Alessio Bolzoni, Action ReactionBillboard Project. 26 soggetti contorti in posizioni innaturali che si fondono con il corpo della città alla ricerca di una nuova normalità port pandemia

Da giovedì 11 a domenica 21 giugno 26 grandi cartelloni pubblicitari, collocati in 16 differenti punti espositivi, da viale Forlanini a Corso Lodi, da Piazzale Aquileia a via Carlo Farini,  arricchisce gli scorci cittadini della città con le immagini di soggetti, ritratti in posizioni innaturali, che in questa fase di rinascita e ripartenza invitano a riflettere sulla ricerca e sulla costruzione di una nuova normalità.

Scatti essenziali che rappresentano corpi in tensione, molteplici identità, sconosciute, che Alessio Bolzoni ritrae aggrovigliate, con gli arti contorti in un alternarsi di forze opposte e contrarie, che restituiscono l’idea di un corpo immaginario che si fonde con il corpo della città in un percorso diffuso e circolare fruibile al pubblico attraverso una mappa dedicata.

Fotografo riconosciuto a livello internazionale Bolzoni, lombardo di nascita ma Londinese di adozione, ha scelto di passare la quarantena a Milano e qui, alla fine del lockdown, passeggiando nelle strade della città ha avvertito l’esigenza di innescare una corrispondenza con le persone, proprio nel momento delicato della ripartenza.

I suoi soggetti, rappresentazione della città e dei cittadini stessi, sperimentano posture  inimmaginabili per liberarsi di una forza accumulata e trattenuta, per scrollarsi dallo stato di quiete e sottrarsi all’inazione che ha caratterizzato i mesi di vita trascorsi, forzatamente, in casa. Corpi immaginati che si fondono con i corpi reali che attraversano, decostruiscono e riscrivono la città continuamente.

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