Napoleone e il Mito di Roma, la mostra ai Mercati di Traiano

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Fino al 30 maggio 2021 Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali ospita Napoleone e il Mito di Roma. Una mostra che ripercorre e celebra il rapporto tra l’imperatore francese il mondo antico e Roma, realizzata in occasione del bicentenario dalla morte di Napoleone Bonaparte (5 Maggio 2021).

L’esposizione, a cura di Claudio Parisi Presicce, Massimiliano Munzi, Nicoletta Bernacchio e Simone Pastor approfondisce il fascino che Napoleone ebbe per i modelli del mondo classico sin dalla sua gioventù, fino all’uso dell’arte imperiale nella propaganda politica, con approfondimenti sul rapporto con il Papato, gli scavi compiuti dal Governo Napoleonico di Roma presso il Foro di Traiano e l’Egittomania.

Napoleone e il Mito di Roma, il fascino dell’antico nell’arte imperiale nella propaganda dell’Impero Francese

Pietro Paoletti, Matrice con il ritratto di Napoleone coronato d’alloro, vetro, 1834-1844 (Roma, Museo di Palazzo Braschi, foto di Alfredo Valeriani) ©Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Annessa all’Impero dal 1809 al 1814 e città imperiale seconda solo a Parigi per volontà dell’Imperatore stesso, Roma, e più precisamente l’area archeologica dei Fori Imperiali, fu oggetto di scavi promossi dal Governo Napoleonico di Roma tra il 1811 e il 1814 per liberare l’area a sud della Colonna di Traiano, che Napoleone aveva già preso a modello per la realizzazione tra il 1806 e il 1810 della Colonna Vendôme a Parigi. I Francesi volevano applicare a Roma quei criteri di ordine urbanistico che, nei loro intenti, l’avrebbero trasformata realmente in una seconda Parigi.

Ispirarsi alla Roma Imperiale in ogni suo aspetto per celebrare la magnificenza di Napoleone e della sua famiglia divenne ben presto una consuetudine e portò inevitabilmente con sé l’uso di un linguaggio di propaganda ispirato all’Antico, caratterizzato dalla rappresentazione dell’Imperatore come erede dei grandi condottieri del passato, degli Imperatori romani, se non addirittura come eroe e divinità dell’antica Grecia, in un rimando costante a Roma Imperiale, alla sua arte e alla sua cultura.

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François Gérard, Napoleone con gli abiti dell’incoronazione, olio su tela, 1805 (Ajaccio, Palais Fesch-Musée des Beaux-Arts) © Reunion des Musees Nationaux – Grand Palais

Suddivisa in 3 macro-sezioni con oltre 100 opere, tra cui sculture, dipinti, stampe, medaglie, gemme e oggetti di arte provenienti dalle Collezioni Capitoline e da importanti musei italiani ed esteri, la mostra si snoda attraverso il rapporto tra Napoleone e il mondo classico e con l’Italia e Romain particolare e approfondisce alcuni aspetti relativi alla ripresa di modelli antichi nell’arte e nell’epopea napoleonica.

Elemento cruciale e culminante è il famoso quadro Napoleone con gli abiti dell’incoronazione, dipinto da François Gérard nel 1805 e conservato ad Ajaccio, nel Palais Fesch-Musée des Beaux-Arts. Il dipinto, che chiude il percorso di visita, raffigura l’Imperatore al suo apice e rappresenta l’immagine più evidente dell’uso che egli seppe fare dei simboli dell’antica Roma Imperiale.

Durante il suo governo Napoleone mise in pratica una sorta di archeologia delle immagini del potere attraverso il recupero meticoloso e spregiudicato di simboli, figure e concetti del passato, da utilizzare per legittimare un regime, la cui esistenza poggiava essenzialmente sulla forza militare. Le immagini di nudità eroica, le insegne del potere, l’alloro e l’aquila accostate al volto del sovrano partecipavano alla costruzione della leggenda dell’Imperatore.

Leggi anche: LE SIGNORE DELL’ARTE TRA ‘500 E ‘600 A PALAZZO REALE DI MILANO

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