Giulio Turcato. A Roma una retrospettiva alla Galleria Marchetti

Immagine Copertina: Dettaglio di Opera di Giulio Turcato

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Dal 15 aprile al 17 giugno 2021 la Galleria Marchetti Roma ospita a Roma Giulio Turcato. Colori mai visti, realizzata in collaborazione con L’Archivio Giulio Turcato. La mostra, terza postuma dell’artista dopo quelle del 2008 e del 2011, ripercorre l’intero percorso artistico dell’astrattista italiano.

25 dipinti che raccontano uno dei massimi esponenti dell’Informale italiano. Dalla figurazione stilizzante dei Comizi, delle Rovine di Varsavia, delle “Venezie”, all’astrazione “informale” dei Reticoli e dei Desertici, alla geniale creazione delle Superfici lunari, alla giocosa “cartografia” di Itinerari e Arcipelaghi, al sontuoso e sensuale luminismo dei Cangianti.

Un viaggio lungo 60 anni che parte con l’opera cronologicamente più precoce l’inedito dipinto bifronte del 1928-30; Su un lato Turcato dipinge un Interno, e sull’altro un Porto. A concludere l’ultima opera pittorica di grandi dimensioni: Dune, del 1992, un esempio della forza creativa conservata dall’artista fino ai suoi ultimi anni.

Giulio Turcato galleria Marchetti Roma
Opera di Giulio Turcato

Giulio Turcato, uno dei massimi esponenti dell’Informale italiano

Mantovano di nascita, ma romano d’adozione, Giulio Turcato è stato tra i protagonisti del panorama artistico italiano del ‘900 artistico. Grazie al suo linguaggio inimitabile, concentrato nella ricerca sul colore, Turcato è stato di una sperimentatore fino ai suoi ultimi anni di vita.

Un esploratore straordinario, che ha fatto dell’arte il codice per interpretare il mondo in tutti i suoi aspetti, dalla biologia all’entomologia, dalla fisica all’astronomia. Forme e colori che ridefiniscono l’immaginario umano, individuale e collettivo, nel momento stesso in cui interpretano i vari modelli di conoscenza.

E’ viva in Giulio Turcato l’aspirazione a un totalizzante universo pittorico, che gli permette di trasformare in pittura ogni cosa toccata dalla sua immaginazione, al di là di ogni discriminante tecnica ed esecutiva. Elemento eterno e sempre mutevole di Turcato è il colore, che ora fa corpo con la materia profonda e densa dell’opera, ora brilla di un timbro dissonante, svelato dalle diverse incidenze della luce. Come scrive lo stesso artista, nel 1977: “i colori sono la nostra libertà/ investono la materia e la trasformano/ la nostra fantasia è realtà nuova”.

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