REGARDING VENICE, la lezione veneziana nei lavori di tre giovani artisti

In Copertina: © Rémi Deymier | Rémi Deymier, Photon's Lullaby, 2020. Huile sur toile, 38 x 46 cm. (dettaglio)

Pubblicità
Pubblicità

La Galleria Poggiali ospita nella sede milanese, dal 9 giugno al 6 settembre, la mostra REGARDING VENICE. A proposito di Venezia / Guardando a Venezia. Un’esposizione collettiva che accoglie i lavori di tre giovani artisti che hanno appreso e rielaborato la lezione della luce e del colore della laguna veneziana.

Il titolo della mostra è appunto evocativo. Regarder in francese significa “guardare”, Regarding in inglese, invece, vuol dire “a proposito di”. Giocata sui toni e le diverse sfumature di tre lingue, REGARDING VENICE è ispirata da un quadro di TancrediSenza Titolo (A proposito di Venezia) del 1958.

Il progetto si inserisce nell’attività di ricerca e sostegno alla giovane produzione artistica nazionale e internazionale della galleria. A questa mission è dedicato infatti lo spazio milanese, un white cube da reinterpretare progetto dopo progetto.

REGARDING VENICE. A proposito di Venezia / Guardando a Venezia 

REGARDING VENICE mostra Galleria Poggiali
© Rémi Deymier | Rémi Deymier, Photon’s Lullaby, 2020. Huile sur toile, 38 x 46 cm.

- Pubblicità -

In mostra le opere di Barbara De Vivi (Venezia, 1992), Giuseppe Di Liberto (Palermo, 1996) e Remi Deymier (Narbonne, 1993). Tre studenti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia che offrono uno spaccato della ricerca pittorica veneziana contemporanea. Molto diversi tra loro per provenienza e interessi, con le loro opere dimostrano quanto prepotente sia l’influsso delle atmosfere lagunari. I lavori di De Vivi, Di Liberto e Deymier condividono infatti un approccio meditativo alla pittura, atmosfere senza confini, scenari enigmatici ma dal vibrante dinamismo narrativo.

Barbara De Vivi ritrova questi aspetti nella mitologia da cui trae ispirazione per i suoi dipinti: l’artista considera ogni leggenda intrecciata ad altre provenienti da tradizioni diverse, in un grande racconto che attraversa le epoche. La sua ricerca pittorica indaga questa rete di iconografie che lega passato e presente.

Giuseppe Di Liberto, invece, considera tutti i suoi progetti nel campo di indagine del quotidiano, del tangibile e del contingente. La sua pratica non si limita a un solo canale formale ma evolve ricorrendo principalmente a scultura, pittura ed installazione sonora, coinvolgendo direttamente lo spettatore attraverso input sensoriali, spesso disturbanti.

Nei suoi ultimi lavori infine Rémi Deymier cerca una sintesi tra figurazione, astrazione e altri linguaggi acquisiti negli ultimi anni. Le sue opere creano dei luoghi onirici, che l’artista non conosce prima di dipingerli, in cui, come nei sogni, si muovono apparizione leggere, idee che prendono forme simboliche.

Leggi anche: ARCHAEOLOGY, DAMIEN HIRST TRA I TESORI DELLA GALLERIA BORGHESE

Pubblicità