Steve McCurry: 10 cose da sapere su di lui e sulle sue fotografie

Foto di copertina John Ramspott from Oxford, GA, USA, CC BY 2.0 , via Wikimedia Commons

Steve McCurry è un fotografo nato nel 1950 in Pennsylvania. Le sue foto più belle e più famose sono ricche di colori, di persone e di sguardi. Cominciò studiando cinema ma poi, dato che amava viaggiare, scelse di diventare un fotografo. Per molti è tutt’oggi quello che sostenne il fotoreporter James Natchwey sostenne qualche anno fa “un cacciatore di sogni“.

Steve McCurry

  1. Il fotografo “da una mano sola”. Da giovanissimo, aveva appena cinque anni, Steve McCurry ebbe un incidente a un braccio e, da allora, cominciò a fare molte cose con una mano sola. Anche la fotografia non è da meno! McCurry infatti scatta utilizzando la mano sinistra, servendosi dell’aiuto di un treppiedi o del suo stesso equilibrio.
  2. Cinema e fotografia. Tra gli studi di Steve McCurry vi fu anche il cinema tanto che per un breve momento gli passò per la testa di fare il regista o lo sceneggiatore. In particolare quello che lo attirava era chele immagini del cinema, o almeno quello che seguiva lui, erano “scritte, dietro il fotogramma c’è una meditazione, un percorso, una logica e quando ho cominciato a lavorare come fotografo ho provato a percorrere lo stesso cammino, attraversare un’esperienza e ricavarne poi lo scatto, l’immagine. Non partire dalla foto, mai, sempre arrivarci con un percorso”. Ecco, questo è quello che ha raccontato a Gianni Riotta nel libro “Il mondo di Steve McCurry”.
  3. Lo stile. Se dovessimo classificare lo stile di Steve McCurry non sarebbe cosa facile. Anzi si potrebbe definire un fotografo a metà tra il reportage, la foto paesaggistica e il resoconto di viaggio. Bruno Ceschel lo definì così: “La sua tecnica, che affonda le radici nell’antica tradizione del reportage umanistico e si caratterizza per la profonda conoscenza degli effetti cromatici e luminosi, unita a un accattivante pittorialismo di marca contemporanea“.
  4. Ritratti. Nella fotografia ci sono ritratti e ritratti. E quelli di Steve McCurry sono Ritratti. C’è chi ama cogliere l’attimo, come Elliott Erwitt o Henri Cartier Bresson, e chi invece l’attimo lo coglie sì, ma si prepara per arrivarci. I ritratti di Steve McCurry infatti hanno un approccio iconico. Come vedremo poi nel dettagli nella ragazza afgana, il fotografo ama arrivare pian piano ai suoi soggetti, studiarli a distanza e stabilire un contatto. Una volta fatto scatta con poca luce, giocando con le ombre e vis a vis puntando molto sullo sguardo: “[…] avvicinarsi quanto basta per guardarsi negli oggi. Gli occhi sono così espressivi, ci dicono tutto sul carattere di una persona e sulla sua situazione. Voglio che mi guardino in faccia in modo che si stabilisca un contatto che si trasferirà alle persone che guarderanno poi la foto“.
  5. I premi. Durante la sua carriera, ancora oggi attiva, ha ricevuto diversi riconoscimenti tra i quali: la medaglia d’oro Robert Capa per il reportage sull’Afghanistan che venne pubblicato sul Time, il World Press Photo, foto, libro e fotografo dell’anno e premio Lucie per il fotogiornalismo.

 

 

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Steve McCurry ragazza afgana

6. La fotografia. Era il 1984 quando Steve McCurry, durante uno dei suoi viaggi in Pakistan si imbatté in una scuola improvvisata. Qui cominciò a scattare fotografie di donne e bambini tra i quali ci fu anche lei, la ragazza afgana.

7. La ragazza afgana. Sin da subito notò quello che sarebbe stato poi il suo soggetto più famoso. La giovane però era molto timida e quindi per avvicinarla senza spaventarla il fotografo cominciò a fotografare gli altri bambini per far si che che fosse lei ad avvicinarsi a lui. E così fu. All’epoca nessuno sapeva il nome della giovane e stupenda ragazza afgana immortalata da Steve McCurry. Solo nel 2002 venne ritrovata e immortalata nuovamente. Il suo nome è Sharbat Gula, ma per tutti è rimasta “la ragazza afgana” di Steve McCurry.

8. Il successo. Se si nomina McCurry questa è sicuramente la prima foto che viene in mente. E la cosa è quasi comica se si pensa che, inizialmente, la foto stava per finire nel cestino. Durante il viaggio in Pakistan infatti Steve McCurry realizzò due foto alla ragazza afgana: una quella più nota, e l’altra col volto mezzo coperto dallo scialle e dalle mani. Inizialmente infatti venne scelta questa seconda foto meno nota come copertina del National Geographic del 1985 e, solo all’ultimo momento, il direttore della rivista cambiò idea scegliendo quella che poi divenne in pochissimo tempo un ritratto classico moderno. A distanza di anni, nel 2001, gli appassionati di fotografi e lettori della rivista scelsero proprio questa foto come la più riconoscibile della storia della rivista.

Steve McCurry foto e libri

Nel corso della sua lunga carriera le foto che ha scattato Steve McCurry sono davvero tante, come è tipico dei fotografi del suo livello. Le sue mostre coinvolgono e attirano da sempre tantissimi appassionati e amanti del mondo della fotografia. Noi abbiamo provato di seguito a riassumere alcuni dei suoi scatti e anche alcuni dei suoi libri o che parlano di lui. Ecco quindi Steve McCurry: le sue foto e i libri.

9. Foto

  • Jodhpur, India, 2007
  • Chiang – Mai, Thailand, January 2011
  • Fisherman Weligama, Sri Lanka, 1995
  • Red boy at the Holi Festival, Mumbai/Bombay India 1996
  • Flower Seller at Dal Lake, Srinagar, Jammu and Kashmir, India 1999
  • Rabari Tribal elders, India, 2010
  • Myanmar Burma 2011
  • A mother and child ask for alms through a taxi window during the monsoon, Bombay, India 1993
  • Afghan Girl at Nasir Bagh refugee camp, 1984
  • Un ragazzino guarda fuori dal finestrino di un camion, Brasile, agosto 2010
  • Un uomo inginocchiato contro un muro, La Esperanza, Huila, Colombia, 2004

10. Libri

  • Ritratti, 2015
  • From these hands: a journey along the coffee trail, 2015
  • Il mondo di Steve McCurry, Steve McCurry , Gianni Riotta, 2016
  • NY 11 settembre 2001, Steve McCurry , DJ Morvan , Jung Gi Kim, 2016
  • Il mio sguardo a est. Ediz. Illustrata, 2018
  • Il tempo sospeso. Ediz. illustrata, 2019
  • Le storie dietro le fotografie. Ediz. illustrata, 2020
  • Il mondo nei miei occhi. Immagini inedite. Ediz. illustrata, 2020