Pride Month: su ARTE.TV tre documentari che celebrano i diritti e l’orgoglio della comunità LGBTQIA+

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In tutto il mondo giugno significa “Pride Month”: 30 giorni per celebrare ufficialmente l’orgoglio della comunità LGBTQIA+, di cui fanno parte persone Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender, Queer, Intersessuali e Asessuali.

In Italia quest’anno non mancheranno appuntamenti, manifestazioni e iniziative, che culmineranno nelle piazze delle città nell’ultimo sabato di giugno, per raccontare storie quotidiane di emarginazione ma soprattutto per sventolare la bandiera arcobaleno in difesa del diritto alla propria identità sessuale.

Per celebrare il Pride Month 2021, il canale culturale Arte.TV in italiano ha selezionato tre documentari, da guardare gratuitamente in streaming, che mettono in luce i tanti problemi che ancora oggi si trova ad affrontare la comunità LGBTQIA+. In “Io sono una sirena” si segue il viaggio di Michele, ticinese di nascita che vive e lavora a Londra, dove ha potuto esprimere la sua fluidità di genere, proprio come una sirena. Nel documentario “Omoterapia: conversioni forzate” il regista Bernard Nicolas documenta le terribili pratiche messe in atto per “curare” l’omosessualità anche in Europa. “Çohu – Alzati!”  è invece un documentario in tre episodi: in Kosovo la femminista Adelina Tërshani e Lendi Mustafa, primo uomo transgender del Paese, raccontano esempi di antichi pregiudizi legati all’universo femminile e all’omosessualità, ancora oggi difficili da sradicare, per i quali è importantissimo combattere ogni giorno.

Io sono una sirena

“Una donna imprigionata in un corpo di un uomo”: è così che si sente Michele, giovane ticinese che vive e studia a Londra, protagonista del documentario di 54 minuti “Io sono una sirena”, scritto e diretto da Fabrizio Albertini e prodotto dal canale svizzero RSI e parte di The European Collection, iniziativa comune di media pubblici europei (ARD, ARTE, France Télévisions, SSR SRG e ZDF), coordinata da ARTE. Fin da bambino Michele sogna di lavorare nel mondo della moda e la sua agenzia l’ha inserito nella categoria “gender fluid”. Michele, infatti, non è né uomo, né donna, ma appartiene al cosiddetto terzo sesso ed è alla ricerca del suo posto nel mondo e della sua vera forma.

Omoterapia: conversioni forzate

Aiutato da due giovani giornalisti che si sono infiltrati con una telecamera nascosta in due sette francesi, il regista Bernard Nicolas nel suo documentario di 95 minuti “Omoterapia: conversioni forzate”, prodotto da Arte Frane ed Ego Production, compie un viaggio tra le pratiche di “guarigione” degli omosessuali praticanti che includono ancora sessioni di esorcismo e trance collettiva, scariche elettriche, e altre iniziative di psicoterapia selvaggia. Emergono così le voci di chi ha subìto o si è sottoposto a queste pratiche, che raccontano le umiliazioni subite, le conseguenze nefaste di queste pratiche sulla propria esistenza, i rimorsi nei confronti della propria famiglia. Uno studio americano stima a 700mila le persone vittime di questo fenomeno negli Stati Uniti negli ultimi quarant’anni. In Europa, invece, ci sono pochi dati a disposizione, uniti al sospetto che la Chiesa continui a dare un sostegno ambiguo e ufficioso a queste associazioni.

Çohu – Alzati!

Realizzato dal svizzero SRF e parte di “The European Collection”, Çohu – Alzati!” è un trittico di documentari (per un totale di 41 minuti) con protagonista la femminista Adelina Tërshani e  Lendi Mustafa, primo uomo transgender del Kosovo a battersi apertamente contro i tanti pregiudizi. Si parte con “Sono un essere umano!”, che evidenzia la lotta in Kosovo per l’indipendenza delle donne dal patriarcato; si prosegue con “Noi marciamo, non festeggiamo!“, dove Adelina e Lendi si battono per la parità di diritti in Kosovo e contro sessismo, omofobia, transfobia e razzismo con l’obiettivo di contribuire a modernizzarne l’immagine del Paese, sdradicando i pregiudizi di genere. Infine, in “Fatevi vedere!” emerge da una parte la volontà di Adelina di vestirsi come vuole, dall’altra la consapevolezza di non sentirsi padrona del proprio corpo: sono gli altri a scegliere per lei. In un paese in cui le molestie sessuali fanno parte della routine quotidiana, sono sempre le vittime ad essere giudicate e mai il carnefice. È in questo contesto, racconta il documentario, che Lendi ha intrapreso il difficile percorso per diventare uomo.

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